di Rosa Elenia Stravato
L’iconico attore, sorriso indimenticabile della commedia italiana, si spegne all’età di 75 anni
Martina Franca saluta uno dei suoi figli più amati, un interprete straordinario che ha saputo portare il calore, la verve e l’ironia della Puglia sul grande schermo. La scomparsa di Lucio Montanaro lascia un vuoto incolmabile nel cuore della sua città natale e nel panorama del cinema popolare italiano. Attore eclettico, volto tra i più riconoscibili e vulcanici della stagione d’oro della commedia tra gli anni ’70 e ’80, Montanaro si è spento all’età di 75 anni, compiuti proprio lo scorso 22 giugno.
La notizia è giunta come un improvviso e doloroso fendente per la comunità martinese e per l’intero mondo dello spettacolo. A farsi interprete del profondo cordoglio di tutta la cittadinanza è stato il sindaco di Martina Franca, Gianfranco Palmisano, che ha affidato ai social un commosso messaggio di ricordo per celebrare non solo l’artista, ma soprattutto l’uomo straordinario e la sua contagiosa umanità. Il percorso artistico di Lucio Montanaro si è distinto fin dai primi passi per una versatilità non comune. Avviata la propria carriera confrontandosi anche con ruoli d’impegno e valorizzando la ricchezza espressiva del dialetto pugliese, Montanaro ha dimostrato una naturale capacità di calarsi nei panni più disparati. Nel corso degli anni ha prestato il suo volto istrionico a studenti vivaci, poliziotti rigorosi, soldati, sagrestani, parroci e travolgenti barman. La sua popolarità è esplosa in concomitanza con l’epoca d’oro della commedia sexy all’italiana e del cinema di genere tra gli anni ’70 e i primi anni ’80, periodo durante il quale è diventato una presenza robusta, imprescindibile e amatissima del grande schermo.
Montanaro ha condiviso il set con i giganti assoluti del cinema e dello spettacolo popolare italiano, lavorando al fianco di Lino Banfi, Mario Merola, Renzo Montagnani, Alvaro Vitali, Pippo Franco, Antonio Sabàto e Nino D’Angelo. Tra le pagine più felici della sua cinematografia La liceale al mare con l’amica di papà, un film legato a doppio filo al territorio, girato quasi interamente a Martina Franca (con scorci della splendida Savelletri), accanto ad Alvaro Vitali, Renzo Montagnani, Marisa Mell e ad Andrea Brambilla (poi celebre come Zuzzurro). Tre indimenticabili pellicole nate dalla stretta sintonia professionale e dall’intesa comica con l’attore barese Gianni Ciardo, lo hanno legato ad un sodalizio proficuo. Nonostante i successi cinematografici e le tante luci dei set italiani, Montanaro non ha mai reciso il cordone ombelicale con la sua terra. La sua “passionale martinesità” era un tratto distintivo, un’impronta d’orgoglio che emergeva in ogni battuta e in ogni interpretazione.
Dopo un periodo di pausa dal mondo dei riflettori, l’attore era tornato ad apparire sulle scene in maniera più sporadica, ma mantenendo vivo, vibrante e sincero il contatto diretto con il suo pubblico e con i suoi concittadini. Un legame che la città di Martina Franca ha voluto omaggiare solennemente soltanto pochi mesi fa. Lo scorso giugno, in occasione del suo 75° compleanno, l’Amministrazione comunale lo aveva infatti accolto in festa nelle sale di Palazzo di Città per un tributo d’affetto speciale, che oggi risuona con un valore ancor più toccante e profondo. La scomparsa di Lucio non spegne la luce della sua arte né la carica umana che ha donato a quanti lo hanno conosciuto di persona o attraverso uno schermo. Egli rimane e rimarrà per sempre un simbolo solare di un’epoca irripetibile del nostro cinema e un motivo di autentico vanto per la Puglia intera.


