La minoranza chiede spiegazioni a Bitetti: “Perchè ciò che ieri riteneva possibile oggi sembra essere diventato un problema. Taranto ha bisogno di un sindaco che ascolti i lavoratori, affronti le emergenze e si assuma la responsabilità delle proprie decisioni”
Giampaolo Vietri, Tiziana Toscano, Luca Lazzaro, Adriano Tribbia, Francesco Tacente, Massimiliano Stellato, Rosario Ungaro, Emiliano Messina, Mirko Di Bello e Gregorio Stano rispondono alla maggioranza. In merito alle accuse, mosse alla vice Presidente del Consiglio sulla presunta mala conduzione dei lavori in assise per l’irruzione dei lavoratori Pasquinelli, l’opposizione spiega che il consiglio comunale di Taranto ha “sempre dato la parola ai lavoratori che sono intervenuti in aula per rappresentare le proprie difficoltà, le proprie emergenze e, spesso, veri e propri drammi occupazionali e familiari”.
Proseguono: “La città lo sa bene: è sempre stato fatto per rispetto nei confronti di persone che chiedono ascolto e risposte, indipendentemente da chi fosse il sindaco in carica e dal colore politico dell’amministrazione contestata. C’è un particolare che Bitetti dovrebbe ricordare bene: quando ricopriva il ruolo di presidente del Consiglio comunale, prima durante l’amministrazione Stefàno e poi durante quella di Melucci, ai lavoratori è stata più volte data la possibilità di intervenire, anche quando le loro proteste erano rivolte proprio contro i sindaci in carica e le rispettive amministrazioni”.
Ancora, l’opposizione ribadisce che oggi, invece, Bitetti scrive al presidente del Consiglio comunale e ai consiglieri, richiamando il rispetto delle regole, il ruolo dei componenti dell’assemblea e il rischio di paralisi dell’attività consiliare: “La domanda, allora, è inevitabile: i lavoratori potevano protestare contro gli altri sindaci quando Bitetti era presidente del Consiglio comunale, mentre oggi, con lui alla guida della città, non possono più farlo? Bitetti sembra riscoprire le regole e dimenticare il buon senso a seconda della convenienza politica. Viene così il sospetto che dietro questi richiami formali si nasconda soprattutto la volontà di evitare il confronto con situazioni drammatiche che chiedono ascolto e risposte alle istituzioni”.
Per la minoranza i lavoratori non sono un intralcio ai lavori del Consiglio comunale, sono cittadini che chiedono risposte su questioni che riguardano il loro futuro, quello delle loro famiglie e quello dell’intera città: “C’è poi un’altra questione che Bitetti non può ignorare: i problemi occupazionali e sociali di oggi non sono esplosi dal nulla. Si sono accumulati nel corso degli anni, anche durante stagioni amministrative alle quali lui stesso ha partecipato da protagonista della vita politica cittadina. Oggi, da sindaco, ha il dovere di affrontarli e di assumersi le proprie responsabilità, anziché limitarsi a richiamare il rispetto delle procedure. Quanto accaduto nell’ultima seduta del Consiglio comunale rende la situazione ancora più paradossale: è stata proprio la maggioranza che sostiene Bitetti ad abbandonare l’aula, facendo mancare il numero legale. Chi ha il dovere di governare la città ha così contribuito a impedire il regolare svolgimento dei lavori consiliari, mentre i lavoratori continuano ad attendere risposte”.
Per l’opposizione la coerenza istituzionale, e “soprattutto quella umana, si dimostra quando si è chiamati a gestire situazioni difficili, non soltanto quando si scrivono lettere formali”.
Concludono: “Bitetti chiarisca perché ciò che ieri riteneva possibile oggi sembra essere diventato un problema. Taranto ha bisogno di un sindaco che ascolti i lavoratori, affronti le emergenze e si assuma la responsabilità delle proprie decisioni. Non di un sindaco che, nel passaggio dal ruolo di presidente del Consiglio comunale a quello di primo cittadino, sembra aver cambiato criterio proprio sul diritto dei lavoratori di far sentire la propria voce. Se Bitetti e la sua maggioranza non sono più in grado di affrontare i problemi della città, abbiano almeno il coraggio di prenderne atto. Sindaco Bitetti, i lavoratori non sono il problema. Il problema è un’amministrazione che non riesce a dare loro risposte. E se non sei in grado di governare, dimettiti!”


