La premier al Senato in vista del Consiglio europeo: “Pieno rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini”. Il Governo segue la gara per il futuro del siderurgico tarantino
Garantire la continuità della produzione di acciaio in Italia, tutelare i livelli occupazionali e salvaguardare la salute dei cittadini e l’ambiente. È questa la linea indicata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul futuro dell’ex Ilva di Taranto, intervenuta al Senato in sede di replica in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.
“Il nostro obiettivo, chiaramente, è dare continuità alla produzione dell’acciaio in Italia, non cedere alle interdizioni e al tempo stesso garantire l’occupazione di chi finora ha lavorato in Ilva, in una cornice di pieno rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini”, ha dichiarato la premier, richiamando anche l’attenzione del Governo sulla procedura di gara in corso.
Nel suo intervento, Meloni ha definito “drammatica” la situazione dell’ex Ilva ereditata dall’attuale esecutivo, sostenendo che le soluzioni adottate negli anni precedenti non abbiano consentito di superare le criticità dello stabilimento. Una ricostruzione con cui la presidente del Consiglio ha rivendicato la presa in carico della crisi da parte del Governo.
Al centro della strategia dell’esecutivo resta la necessità di tenere insieme la continuità industriale e la salvaguardia dell’occupazione, in un quadro che comprenda anche la tutela ambientale e sanitaria. Un equilibrio decisivo per il futuro del polo siderurgico tarantino, alle prese con una fase delicata per gli impianti e per i lavoratori.
Proprio sulla gara in corso si concentra l’attenzione del Governo. “Seguiamo chiaramente l’andamento della gara in corso per non pregiudicare la situazione dei lavoratori e degli impianti”, ha affermato Meloni, indicando nella gestione della procedura uno dei passaggi rilevanti per evitare ulteriori ripercussioni sul fronte produttivo e occupazionale.
Le dichiarazioni della premier delineano dunque le priorità dell’esecutivo sul dossier ex Ilva. Resta centrale la sfida di assicurare un futuro alla produzione siderurgica nazionale, conciliando le esigenze industriali con la tutela dei lavoratori, della salute pubblica e dell’ambiente.


