Nella nota stampa si precisa che nessuna bozza del manifesto politico della manifestazione è mai stata condivisa con il primo cittadino
In riferimento alle dichiarazioni del sindaco Piero Bitetti sulla sua mancata partecipazione alla manifestazione del 17 ottobre, le associazioni promotrici ritengono necessario chiarire alcuni aspetti.
Nessuna bozza del manifesto politico della manifestazione è mai stata condivisa con il primo cittadino, né è mai stata prospettata una posizione diversa da quella pubblicamente dichiarata. Chiusura del polo siderurgico, bonifica dell’intero SIN, tutela dei lavoratori e rigenerazione economica, ambientale e sociale del territorio: sono questi, sin dall’inizio, i contenuti della nostra piattaforma, che il sindaco conosce o quantomeno dovrebbe conoscere.
Sorprende, pertanto, che senta la necessità di motivare pubblicamente la propria assenza prendendo le distanze da posizioni che non abbiamo mai espresso in modo parziale o equivocabile.
La partecipazione del sindaco non è mai stata richiesta, né la manifestazione è stata concepita per raccogliere adesioni istituzionali o politiche, a prescindere dalle posizioni sostenute: “Riteniamo, inoltre, necessario ribadire -proseguono – che le scelte sul futuro di Taranto non possono essere assunte unilateralmente dalle istituzioni, prescindendo dalla volontà della comunità che ne vive quotidianamente le conseguenze. Il ruolo delle istituzioni è quello di rappresentare i cittadini, ascoltarne le istanze e tradurle in indirizzi e azioni concrete, non di sostituirsi ad essi nel decidere il destino del territorio”.
USu una questione così determinante per il futuro della città, è mancato proprio quel confronto pubblico e sostanziale con la cittadinanza che dovrebbe precedere ogni scelta, asseriscono nella nota. La sovranità appartiene al popolo e la partecipazione democratica non può ridursi alla semplice presa d’atto di decisioni già assunte: “La mobilitazione del 17 ottobre ha un’identità precisa e non può essere confusa con una generica manifestazione sulla vertenza ex Ilva. Chi, in rappresentanza di istituzioni, forze politiche, organizzazioni sindacali o associazioni, ha sostenuto e continua a sostenere la continuità produttiva dello stabilimento, esprime posizioni incompatibili con il nostro manifesto”.
Non si può sostenere la prosecuzione dell’attività siderurgica e contemporaneamente pretendere di aderire a una mobilitazione che ne rivendica la chiusura, continuano le associazioni: “Quanto al documento sottoscritto il 15 ottobre presso la Regione Puglia, rileviamo che si continua a prospettare una futura decarbonizzazione attraverso l’idrogeno verde, subordinata chiaramente a condizioni tecnologiche ancora da realizzare, senza fornire alcuna dimostrazione della sua fattibilità energetica, industriale ed economica. Un documento politico non diventa un piano industriale per il solo fatto di essere stato sottoscritto”.
La manifestazione “Taranto torna a vivere” nasce per rivendicare un cambiamento radicale del modello di sviluppo del territorio e la costruzione di alternative economiche concrete che possono trovare attuazione solo attraverso la chiusura del siderurgico e la realizzazione delle bonifiche: uniche strategie di riconversione che consentiranno di tutelare salute e lavoro. La coerenza con questi obiettivi non è un aspetto secondario ma il presupposto stesso dell’adesione alla mobilitazione. Non è una questione di appartenenze o di opportunità politica ma di rispetto verso il manifesto, le associazioni promotrici e tutte le persone che il 17 ottobre scenderanno in piazza.



