Il corpo è stato rinvenuto dai compagni di detenzione e dagli agenti della Polizia penitenziaria. La vittima, imprenditore della provincia di Taranto, stava scontando una condanna per reati legati ai maltrattamenti in famiglia
Un detenuto di 53 anni è stato trovato senza vita nella propria cella nel carcere Carmelo Magli di Taranto nella giornata di venerdì 26 dicembre. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si sarebbe tolto la vita all’interno dell’istituto penitenziario.
Il corpo è stato rinvenuto dai compagni di detenzione e dagli agenti della Polizia penitenziaria. La vittima, imprenditore della provincia di Taranto, stava scontando una condanna per reati legati ai maltrattamenti in famiglia.
Sull’episodio è intervenuto il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe). “Il suicidio di un detenuto all’interno del carcere ionico rappresenta una sconfitta che coinvolge l’intero sistema – afferma Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe per la Puglia – e impone una riflessione profonda sulle condizioni delle strutture detentive”.
Secondo il sindacato, a pesare sulle criticità del sistema carcerario continua a essere il silenzio delle istituzioni e della società civile. Pilagatti ricorda inoltre i numerosi allarmi inviati alle autorità politiche e amministrative per segnalare la situazione della casa circondariale tarantina.
Il segretario regionale sottolinea come non ci sia stato alcun riscontro alla lettera inviata al prefetto di Taranto, al sindaco del capoluogo ionico e ai parlamentari eletti nella provincia. “Una condizione che il Sappe definisce una sconfitta dello Stato», conclude Pilagatti, richiamando l’articolo 27 della Costituzione, che tutela la dignità dei detenuti, e le conseguenze economiche legate ai risarcimenti per la violazione degli standard minimi di spazio previsti dalla normativa europea.”



