Bagliori intensi hanno attirato l’attenzione dei residenti tra Tamburi e Paolo VI. Ancora da accertare le cause dell’anomalia tecnica che avrebbe fatto scattare il sistema di sicurezza
Nella notte tra l’8 e il 9 ottobre, il cielo di Taranto si è illuminato di arancione per effetto di alte fiammate visibili da diversi quartieri della città, in particolare Tamburi e Paolo VI. Bagliori intensi che hanno attirato l’attenzione dei residenti nelle aree più vicine alla zona industriale.
Secondo le prime informazioni, l’episodio sarebbe riconducibile all’attivazione delle torce della raffineria Eni, entrate in funzione in seguito a un’anomalia tecnica agli impianti. Il sistema di sicurezza avrebbe convogliato verso le torce i gas in eccesso, destinati alla combustione controllata.
Le lunghe lingue di fuoco, visibili anche a distanza, hanno destato preoccupazione tra i cittadini, colpiti dall’intensità dei bagliori che hanno rischiarato il cielo notturno.
Restano tuttavia da chiarire le cause precise dell’anomalia che avrebbe determinato l’attivazione del sistema. Al momento, gli elementi disponibili non consentono di stabilire con certezza la natura del problema tecnico né di ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’episodio.



