Il giovane ha rilasciato una breve dichiarazione spontanea sostenendo di essere arrivato sul luogo dell’aggressione quando la vittima era già stata accoltellata
Si è avvalso della facoltà di non rispondere uno dei due maggiorenni coinvolti nell’omicidio di Bakari Sako, avvenuto all’alba di sabato scorso nella Città Vecchia di Taranto.
Il 20enne è comparso questa mattina davanti al gip Gabriele Antonaci per l’udienza di convalida. Secondo quanto emerso, il giovane avrebbe però rilasciato dichiarazioni spontanee professandosi innocente. Avrebbe sostenuto di essere arrivato sul luogo dell’aggressione quando la vittima era già stata accoltellata e di non aver preso parte al pestaggio.
Intanto dall’inchiesta emergono nuovi dettagli sulle fasi successive all’aggressione. Secondo gli investigatori, i cinque giovani accusati dell’omicidio ritenevano che Bakari Sako stesse “facendo finta” di sentirsi male.
Determinanti per la ricostruzione dei fatti sarebbero i filmati acquisiti dai sistemi di videosorveglianza della zona. Gli inquirenti, oltre alle immagini, sarebbero in possesso anche degli audio registrati durante quei momenti concitati. In più occasioni, dalle registrazioni, si sentirebbe la parola “infamone” rivolta alla vittima.



