L’ attività investigativa è stata avviata nell’ottobre 2023 e si è conclusa nel settembre 2025, con servizi di intercettazione telefonica, ambientale e telematica
Alle prime ore del 18 dicembre, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Taranto hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica di Lecce in coordinamento con la Procura di Taranto.
Il procedimento penale è a carico di 11 indagati, nei confronti dei quali il Pubblico Ministero ha disposto, altresì, l’esecuzione di perquisizioni finalizzate alla ricerca di armi e di cose pertinenti ai reati vario genere: dall “estorsione pluriaggravata”, all’ “incendio pluriaggravato”, e “intralcio alla giustizia”, tutti commessi – aggiungono- con “metodo mafioso”. Tra questi anche “porto di armi da sparo e relative munizioni”, “evasione continuata” ed “esercizio abusivo della professione”.
Una serie di estorsioni sarebbero state commesse nei confronti di numerosi imprenditori della provincia di Taranto, costretti a versare ingenti somme di denaro, anche con cadenza periodica.
Le richieste estorsive risultavano sistematicamente precedute da atti intimidatori, come l’ incendio delle autovetture delle vittime, imprenditori attivi in diversi settori economici, tra cui quello ricettivo.
Elemento centrale dell’impianto investigativo – fanno sapere – è la figura di un 54enne, gravato da rilevanti precedenti penali per reati di particolare allarme sociale (omicidio, traffico di stupefacenti e associazione finalizzata alle estorsioni), il quale, pur ristretto dapprima in carcere e successivamente sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, avrebbe continuato a dirigere e coordinare le attività illecite del gruppo criminale, avvalendosi di una fitta rete di collaboratori fidati e mantenendo costanti contatti con l’esterno.
Tra i reati contestati figura anche l’esercizio abusivo della professione forense, ascritto a una 35enne di Pulsano, che, pur priva di abilitazione, si sarebbe qualificata come avvocato del Foro di Taranto. La donna, praticante presso uno studio legale, avrebbe svolto il ruolo di difensore di fiducia di uno degli indagati.
L’operazione è stata portata a termine con l’ausilio di militari delle Compagnia Carabinieri di Taranto, Martina Franca, Manduria e Castellaneta, del 6° Nucleo Elicotteri di Bari, di personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, delle Aliquote di Primo Intervento (A.P.I.) della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Brindisi, nonché di tre unità cinofile del Nucleo di Modugno specializzate nella ricerca di armi e sostanze stupefacenti.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, con la traduzione dei quattro arrestati presso gli istituti penitenziari di Taranto, Lecce e Bari, seguiranno gli interrogatori di garanzia. La responsabilità penale degli indagati – concludono – dovrà essere accertata in sede processuale, nel pieno rispetto del principio del contraddittorio tra le parti.


