di Rosa Surico
“Erba di casa mia” a Castellaneta, per dirla alla Massimo Ranieri
Era il 1959 quando Ennio Melis discografico della RCA , coniò il termine cantautore per definire il paroliere Gianni Meccia e distinguere quindi la sua completezza artistica.
Pierdavide Carone,classe 1988 è un cantautore.
Canta,suona e scrive i suoi testi. Non è un semplice cantante.
Inizia la sua carriera 15 anni fa in un format televisivo. Da allora vince molti premi della critica,premi che danno come lui stesso ha detto ieri sera dal palco “a quelli che sono di fianco al vincitore” ma non sono i vincitori.Ieri sera però la critica gli avrebbe riconosciuto la vittoria tra la gente del posto in cui è cresciuto.
Un anfiteatro in via Mastrobuono sold -out,ieri 29 agosto.
A ingresso gratuito,evento inserito nella rassegna estiva 2025 del comune castellanetano.
Soli ” 6 km ” dal suo paese natio , ma è erba di casa mia come canta il nostro Aznavour italiano, Ranieri.
La metafora con toni poetici e sentimentali ,rafforza il legame con le proprie origini.
E che siano 6 ,20 o 30 i km di distanza, un artista che viene invitato nella sua terra si esibisce ancora di più con orgoglio.
Lui stesso ha affermato: ” Questo teatro all’ aperto stasera mi sta emozionando più delle 20 piazze in cui ho cantato quest’ estate. Qui sono cresciuto.”
E uno sguardo tra il pubblico a sua madre: ” ti voglio bene mamma” e anche al papà tra le stelle.
” Sappiamo ancora dire ti voglio bene!? Questo sto imparando anche dal palco in questa stagione”
È un Carone fiero,ironico,autoironico che definisce le sue canzoni d’ amore al limite della tristezza,paragonandosi a “Masini anche se lui poi ha avuto la svolta ottimistica “
In fondo chi è un cantautore,uno che si scherma dietro le metafore per nascondere spesso parti di sé. Nei suoi testi il tentativo diventa più coraggioso.
E allora ” Voglio restare dentro il mio appartamento senza il traffico del centro ,voglio la mia ignoranza dentro questa stanza, come Carla nella sua credenza”.
“Sono stato anche su Marte,mi annoiavo un poco a morte,e non c’ era forma d’ arte ,prendi e mettila da parte”.
Ma chi è questa Carla? Una da far uscire da quella credenza?
A casa sua quasi scrisse il testo reso poi famoso da Valerio Scanu,” Per tutte le volte che…a far l’ amore in tutti i luoghi,in tutti i laghi..”
Nero su bianco nei pressi del casello autostradale Mottola- Castellaneta.
Testi colorati,raffinati, toccano temi profondi ,anche con leggerezza,come amore,vita, società.
Metafore, le parole diventano nella mente di chi ascolta immagini mentre suona la chitarra e dona al pubblico la sua visione, più intimistica della realtà, della sua realtà rispetto agli anni precedenti.
Ha vinto a San Marino lo scorso marzo, il premio della manifestazione canora “Ora o mai più ” con il brano ” Non ce l’ ho con te ” e che ha ispirato il suo tour estivo “Non ce l’ ho con tour”.
Un testo che pone al centro la famiglia e i suoi legami. Un testo scritto 10 anni fa,liberatorio ,pulito,quasi privo di metafore,impavido, una confessione. Un riflesso di famiglia comune a tante altre, con i silenzi che spesso pesano più di quelle parole non dette ma che creano distanza,quella che pesa quando in realtà servirebbe abbracciarsi. Ad un certo punto la parola d’ ordine però è perdono,come un richiamo. E diventa memoria.
Torce dei cellulari accese,bolle di sapone. Si conclude così la serata ricca di emozioni.
” Ho dato tutto stasera qui” dice Carone visibilmente emozionato,con il groppo in gola.
Applausi scroscianti. La sua band,definita la sua famiglia,lo presenta a conclusione così:
“alla voce,alla chitarra , all’ arte Pierdavide Carone”.
“Di notte,di notte le emozioni sembrano più intense”
È quasi notte,ma le emozioni nell’ anfiteatro di Castellaneta hanno creato un’ eco. Da annoverarsi nella storia del rinomato cantautorato italiano, dalla provincia di Taranto,da Palagianello, Pierdavide Carone.Artista made in Puglia.