di Emanuela Perrone
Crisi della democrazia e scelte industriali sbagliate: il giornalista ha accesso il dibattito a Taranto
Terzo appuntamento, mercoledì 9 luglio, nell’ambito della rassegna culturale “L’Angolo della Conversazione”. Protagonista della serata il giornalista e saggista Sergio Rizzo, che ha presentato il suo ultimo libro “2027. Fuga dalla democrazia” (Solferino), un’opera che immagina un’Italia futuribile ma in realtà sempre più simile alla realtà odierna.
A moderare l’incontro è stato Vincenzo Carriero, direttore di CosmopolisMedia, che ha guidato la conversazione toccando i temi centrali dell’opera: la disaffezione crescente dei cittadini verso il voto, il rischio di derive autoritarie e il silenzioso scivolamento del sistema democratico verso una crisi irreversibile.
Rizzo ha evidenziato come l’astensionismo elettorale, ormai fuori controllo, stia scavando le fondamenta della democrazia rappresentativa. Il libro ipotizza una partecipazione bassissima alle elezioni presidenziali del 2027 aprendo così la strada a una serie di emergenze. La mancanza di partecipazione politica e la crisi economica innescano una valanga di problemi, mettendo a dura prova le istituzioni democratiche.
“Se si smette di votare, chi ci governa davvero? E con quale legittimità?”, verrebbe da chiedersi.
Non poteva mancare, in una città simbolo come Taranto, un riferimento alla vicenda ex Ilva, da anni al centro del dibattito tra sviluppo industriale e diritto alla salute. Su questo tema, le parole di Rizzo sono state taglienti:
“L’idea che mi sono fatto è che forse non doveva stare qua quell’impianto. Se guardi com’è fatta Taranto, guardi la sua storia e vedi quello che hanno fatto, la domanda è: era giusto insediarlo qui lo stabilimento?”
Il giornalista ha ripercorso gli errori clamorosi compiuti nella gestione dell’impianto, ricordando come “l’azienda all’epoca fu praticamente regalata ai Riva, senza che lo Stato si curasse della sua gestione.” Rizzo ha messo sotto accusa tredici anni di scelte politiche inefficaci: “Dal 2012 a oggi, cosa ha fatto il Governo? Si sono occupati poco del problema, ma nulla è davvero cambiato. Quanto si andrà avanti ancora così? Quando la politica prenderà coscienza della situazione?”
Il pubblico presente ha seguito con attenzione e partecipazione, applaudendo più volte gli interventi di Rizzo. L’incontro ha lasciato un senso di urgenza, non solo rispetto al futuro della democrazia, ma anche al destino di un territorio che, come Taranto, continua a pagare un prezzo altissimo per scelte industriali e politiche discutibili.