Insieme a Damir Ivic, l’ex leader dei Sottotono ha raccontato la storia di Notorius Big e Tupac, due grandi artisti di quegli anni che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo del rap
Raccontarsi attraverso la storia e la musica di due leggende della scena hip hop degli anni 90, The Notorius Big e Tupac. E’ quello che Tormento, rapper e produttore discografico, ha fatto con Damir Ivic ieri dal palco del Teatro Fusco, in occasione degli ‘Incontri e racconti’ del Medimex 2024.
Entrambi i protagonisti hanno voluto ricordare il giornalista e critico Musicale Ernesto Assante, scomparso a febbraio di quest’anno. “Senza di lui non saremmo qui” ha affermato Ivic seguito da un lungo applauso dei presenti.
Durante l’evento, al quale ha preso parte un nutrito numero di spettatori che hanno sfidato il caldo, Tormento si è raccontato senza filtri, parlando del rapporto con suo fratello Esa, dei suoi esordi, affermando di essersi formato musicalmente grazie all’influenza dell’hip hop americano e in particolare di artisti della West Coast come Tupac Shakur, Snoop Dogg e N.W.A.
Nel gioco delle parti, che ha ripreso la contrapposizione tra East e West Coast che ha segnato la scena musicale rap degli anni 90, Damir Ivic e l’ex leader dei Sottotono hanno parlato e raccontato i primi passi, il successo e il tragico epilogo di Tupac e Notorius Big. Partendo delle loro canzoni, come ‘Branda’s got a baby’, ‘Big poppa’ e ‘One More Chance’, sono state ripercorse le tappe della vita di questi due artisti: dalla loro amicizia ai primi successi, dalla rivalità artistica alla violenza scaturita da dissidi personali tra loro.

Mediante la loro musica Tormento ha raccontato le peculiarità e gli aneddoti legati a queste due leggende. Tupac raccontava la società a un livello più profondo, cercando di combattere il sistema giudiziario dell’epoca, perchè legato al movimento dei ‘Black Phanter’. Era molto chiaro nel rappare, ma univa testi duri e impegnati con melodie più leggere, mentre Notorius aveva un linguaggio diretto di facile comprensione per chi lo ascoltava.
“La lezione più grande che ci ha dato l’hip hop fin da quando eravamo piccoli, è legata all’idea di rivalsa che puoi avere sulla società. Quella era proprio la storia dell’hip hop degli anni 90. – Afferma il cantante ai nostro microfoni – Coltiva il tuo stile, chi sei e scopri le tue particolarità e fai in modo che tu riesca a portarle al 100% delle loro potenzialità, diventa unico.
Sono tutte cose che purtroppo nella società di oggi, che è invece molto omologata, non è possibile fare con i social che ci spingono ad assomigliare a qualcuno o apparire come altri che abbiamo già visto. – Conclude – Davvero puoi trovare una chiave per essere felice a priori, al di là del successo che puoi avere. Coltivare la propria passione ti dà davvero degli stimoli e dà un senso molto più profondo alla vita.”