Questa mattina una squadra di operai al lavoro nel Parco, il cui ingresso è stato chiuso
Qualcosa sembrerebbe muoversi in quel di Saturo, a seguito delle interviste di CosmoPolis in cui il presidente del movimento politico “L’Alternativa” di Leporano, Marco Calabretta, denunciava lo stato di abbandono del Parco archeologico e ricapitolava le iniziative messe in campo in questi anni insieme al fotografo Mino Lo Re, fondatore della pagina Facebook “Anche questa è Taranto”.
Questa mattina, infatti, l’accesso al sito è stato chiuso e all’interno era ben visibile una squadra di operai, facente parte di una ditta salernitana già inviata in precedenza dalla Soprintendenza di Lecce per ripulire l’area dalle sterpaglie, che rendevano la zona pericolosa per la sicurezza pubblica.
Secondo quanto ci è stato riferito da Calabretta, gli operai avrebbero dichiarato di “essere al lavoro per mettere in sicurezza quanto contenuto all’interno del Parco”.
Ancora nessun cenno, però, da parte dei lavoratori in merito alla ripresa dei lavori di riqualificazione, basati su un progetto presentato dalla Cooperativa archeologica Polisviluppo di Taranto nel 2018 e per i quali ricordiamo che sono stati stanziati dal Ministero 5 milioni di euro.
Nel corso dell’ultima intervista rilasciata da Calabretta ai nostri microfoni, è emerso che la dottoressa Barbara Davidde, della Soprintendenza Nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, con sede a Taranto, avrebbe recentemente dichiarato che il Parco sarà consegnato a dicembre 2023: tuttavia, al momento, non sembra che i lavori effettivi di riqualificazione siano ripartiti.
Sulla vicenda, insomma, aleggia ancora il mistero, anche a causa del persistente silenzio delle istituzioni e degli interlocutori a riguardo.