venerdì 12 Luglio 24

Premio Cipputi 2024 a ‘Palazzina LAF’, il film di Riondino sulla crisi dell’Ilva

Il riconoscimento è stato assegnato perché il film “strappa il velo dell’omertà sul maggiore scandalo industriale italiano”

Il Premio Cipputi 2024 va a ‘Palazzina LAF’ di Michele Riondino, film che porta nella Taranto del 1997, in piena crisi dell’Ilva.

Per il quarto anno consecutivo il premio ispirato all’operaio disegnato da Altan – nato nel 1996 a Torino e rivolto a opere cinematografiche che hanno al centro il tema del lavoro – è ospitato dalla Cineteca di Bologna nell’ambito della manifestazione ‘Sotto le stelle del cinema’.

‘Palazzina LAF’ sarà proiettato giovedì 11 luglio, alle 18, al Cinema Modernissimo e alle 21.45, in Piazza Maggiore, verrà consegnato il Premio al produttore Nicola Serra. A seguire, proiezione del film d’animazione ‘Manodopera (Interdit aux chiens et aux Italiens)’, alla presenza del regista Alain Ughetto.

La giuria, composta da Altan, Cosimo Torlo, organizzatore del Premio Cipputi, e Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca, ha assegnato il Premio a ‘Palazzina LAF’ perchè “il film di Michele Riondino strappa il velo dell’omertà sul maggiore scandalo industriale italiano ed è il frutto, testardamente cercato e reso possibile da Palomar, di sette anni di lavoro, partendo dalle interviste, dalle carte, dagli scritti di Alessandro Leogrande, dalla propria esperienza personale, suo padre lavorava all’Ilva, per un passaggio dietro la macchina da presa che segna il sorprendente esordio registico di uno dei migliori attori italiani. Un film necessario che rimette il lavoro al centro dell’attenzione nei suoi innumerevoli aspetti, civili, sociali e politici.

Sorretto da uno stile che si rifà ai maestri del cinema italiano dei Sessanta e primi Settanta, Riondino – sottolinea la motivazione – ha il merito di trovare una propria lingua personale, nella messa in scena, nella fotografia, nei costumi, nella scrittura dei personaggi, nella definizione dei due protagonisti, interpretati dallo stesso Riondino e da Elio Germano, così bravi da farci ricordare la grandezza di Gian Maria Volonté”.

(Ansa)

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