di Rosa Surico
“Spunta la luna dal Monte” si classifica al quinto posto. Ma com’è noto ormai da anni, al Festival di Sanremo non sempre al vincitore in assoluto, viene garantito il successo a lungo termine e i perdenti si rivelano i veri vincitori
Piero Angelo Bertoli, 5 novembre 1942. Nato a Sassuolo con un talento: cantare storie con una semplice chitarra che scoprì a 25 anni. Tempo dopo, era il 1991. La sua prima esibizione al Festival della Canzone italiana.
Fu un’ edizione strana quell’ anno per gli addetti ai lavori. Vince Riccardo Cocciante con il brano “Se stiamo insieme”. Sul podio Renato Zero con ” Spalle al muro” e Marco Masini con “Perché lo fai”. Al quarto posto “Gli altri siano noi” di Umberto Tozzi. Tutte canzoni che ancora oggi dopo più di trent’anni possono essere intonate anche dai più giovani. Canzoni di successo che non toccarono però le stesse corde per tutti.
Pierangelo Bertoli con il gruppo sardo dei Tazenda, si classifica in quinta posizione con un brano il cui titolo fu tradotto proprio dalla lingua Sarda : “Ispunta sa luna dae su monte” e mantenne strofe in lingua dialettale. Ha quasi 50 anni e una carriera consolidata. La sua è canzone d’ autore, degno rappresentante del cantautorato italiano già dagli anni ”70 spaziando dal rock alla musica popolare. Erede della lunga tradizione delle ballate politiche popolari. “A muso duro” come la sua vita. Costretto in sedia a rotelle dalla giovanissima età per una forma di poliomielite che gli aveva impedito l’ uso degli arti inferiori.
Fu un’ esibizione intensa e sfacciatamente vera che prolungò l’ applauso del pubblico presente. L’ ovazione più lunga della storia della kermesse sonora italiana che comunque non gli consentì la vittoria.
Al centro del brano i “disamparados”, i bambini poveri sullo sfondo di un crepuscolo sardo.
Spunta la luna per i bambini, per tutti. Un canto di speranza, amore e rinascita, una metafora che sceglie di guardare con positività alla vita.
E tra il dubbio di un amore ancora tutto da scoprire di Cocciante, la consapevolezza che la vecchiaia arriva per tutti di Renato Zero, la disperazione di una ragazza che non si ama abbastanza di Marco Masini, e il canto di uno dei principi dei Maya “Lak’ech” ,”Io sono l’ altro” o gli altri siamo noi ( che dir si voglia) di Umberto Tozzi, la gente si emoziona dal profondo con Bertoli e i Tazenda. Nell’ Italia che si affacciava politicamente a una nuova era, in uno dei decenni più contraddittori del paese pregno di mutamenti sociali profondi che hanno cambiato per sempre una parte del suo volto, e proprio nel momento in cui le discoteche iniziavano a brulicare con la musica dance, Spunta La luna dal Monte, è trattenere il respiro ancora per un istante. Ci riproverà anche l’ anno dopo classificandosi al quarto posto stavolta con un brano di denuncia sociale feroce ” Italia d’ Oro” come fosse la premonizione di lì a poco dello scandalo di Tangentopoli e la vergogna che invase il Bel Paese.
Il cantastorie Bertoli a Sanremo, nelle sue due uniche magistrali partecipazioni, decise di non essere comodo. E mai lo era stato con le sue parole. Scomodo ma vero da incontrare l’ approvazione di quella parte di pubblico che non temeva di ascoltare la verità. Temi forti, da non nascondere, non l’ ipocrisia impacchettata in canzoni che dicevano ma non dicevano niente.
Nella ballata del 1980 con Fiorella Mannoia, il “Pescatore”, sarà la rosa rossa il pegno d’ amore e di speranza in una storia segnata dal mare e dalla solitudine.
Rossa anche la luna quando spuntò dal monte!? Si chiedono i più fantasiosi, perché Bertoli scelse di viverla davvero in “rosso” la sua vita.
“Rosso colore dell’ amore” il suo album di debutto del 1970. “Rosso colore” la prima canzone di impegno sociale e politico.
Spunta la luna dal Monte. Rossa. Rosso colore dell’ amore. Rosso, il colore. Il festival non la vide abbastanza? Otto furono i minuti di standing ovation.
“Dovunque cada l’alba sulla mia strada
senza catene, vi andremo insieme.
Spunta la luna dal monte
beni intonende unu dillu
spunta la luna dal monte
spunta la luna dal monte
beni intonende unu dillu
spunta la luna dal monte
beni intonende unu dillu“


