Il sindacato stigmatizza la decisione di mettere in cassa integrazione “figure indispensabili per l’Aia, per la sicurezza e per l’ambiente”
“Il micidiale mix di ristrutturazione e riduzione al minimo degli organici tende a far ritornare alla condizione servile i dipendenti e noi non vogliamo che nessuna fabbrica produca i nuovi schiavi del terzo millennio”. Così Bruno Sante e Luciano Falvo, dell’Esecutivo di Fabbrica Usb, intervengono in merito alle ultime vicende del siderurgico tarantino.
“Dopo le notizie delle ultime ore – scrivono i sindacalisti – appare evidente che ADI voglia ancor più rallentare i lavori di ambientalizzazione adducendo problemi tecnici che ci lasciano alquanto perplessi; ci chiediamo come è possibile fare a meno di tutti i tecnici che seguono i lavori AIA per due giorni a settimana? Stessa cosa vale per i tecnici sicurezza (SIL) e ambiente (ECO). Stesso discorso per altri lavoratori nei vari reparti; le manutenzioni sono scarse ed inefficaci in molti casi i manufatti installati per gli adeguamenti sono in stato di totale abbandono”.
“E’ ora di dire basta – concludono – all’ennesimo ricatto occupazionale perpetrato nei confronti dei lavoratori”.


