Nel decreto approvato dall’Esecutivo sembra decadere qualsiasi vincolo normativo in relazione all’utilizzo di idrogeno come agente riducente nell’impianto che DRI d’Italia dovrà realizzare a Taranto e che, quindi, verrà alimentato soltanto a gas naturale
Non c’è più l’idrogeno nella mission di DRI d’Italia, la società pubblica costituita da Invitalia per la realizzazione dell’impianto di produzione di preditotto nel siderurgico ex Ilva di Taranto. Nei giorni scorsi l’Esecutivo ha approvato il decreto legge riguardante le misure urgenti sull’industria in cui vengono stanziati in favore di Acciaierie d’Italia in As 200 milioni di euro per garantire la continuità produttiva e mettere gli impianti in sicurezza. Secondo quanto riportato da Hydronews, il Governo ha affermato in una nota che “si semplificano le norme in materia di impianti per la produzione del preridotto”.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa AGI, nel testo del Decreto è stato eliminato l’esplicito riferimento all’idrogeno. La società, inoltre, era stata dotata di un budget di 1 miliardo di euro per la realizzazione degli impianti di preridotto nello stabilimento siderurgico tarantino. Inizialmente i fondi sarebbero dovuti giungere dal PNRR, ma il Governo ha deciso di scorporare il progetto dal Piano per paura di non riuscire a terminarlo entro la scadenza tassativa del giugno 2026.
Per Hydronews, sembra decadere qualsiasi vincolo normativo in relazione all’utilizzo di idrogeno come agente riducente nell’impianto che DRI d’Italia dovrà realizzare a Taranto e che, quindi, verrà alimentato soltanto a gas naturale. A causa di questa incertezza, l’interesse manifestato in passato dalla DRI d’Italia per l’acquisto dell’idrogeno verde che verrà prodotto in Puglia, nel progetto Puglia Green Hydrogen Valley, potrebbe scemare.


