Il finanziamento sarà diviso in due tranche per garantire la continuità produttiva. Restano aperte le trattative per la vendita del gruppo, con Jindal e Flacks ancora in corsa
Nuovo intervento finanziario dello Stato per l’ex Ilva di Taranto. Nel Decreto Accise, atteso oggi all’esame del Consiglio dei Ministri, è previsto infatti un ulteriore sostegno economico destinato a garantire la continuità produttiva del siderurgico, mentre la procedura di cessione di Acciaierie d’Italia continua a registrare ritardi.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il nuovo prestito ammonterebbe complessivamente a 240 milioni di euro, suddivisi però in due tranche: una prima da 100 milioni sarà inserita nel Decreto Accise, mentre la restante parte dovrebbe essere deliberata nel mese di luglio. Con quest’ultimo intervento il Governo arriverebbe al tetto massimo di 390 milioni previsto dal prestito ponte autorizzato dalla Commissione Europea lo scorso febbraio.
Il nuovo finanziamento si è reso necessario a causa delle difficoltà emerse durante la gara per la cessione degli asset di Acciaierie d’Italia e del conseguente allungamento dei tempi. Le risorse serviranno a coprire le esigenze di liquidità dell’azienda, a partire dal pagamento degli stipendi, dei fornitori e degli interventi necessari per la continuità operativa degli impianti.
A confermare l’intervento è stato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenuto al Festival dell’Economia di Trento. Il titolare del Mef ha spiegato che le misure per l’ex Ilva saranno contenute nel decreto che prorogherà anche il taglio delle accise sui carburanti.
Sul fronte della cessione, restano ufficialmente in campo il gruppo indiano Jindal e l’americana Flacks Group. La proposta di Jindal prevede, in una prima fase, l’affitto del ramo d’azienda in attesa del completamento di alcuni passaggi, tra cui il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale. Flacks Group, invece, continua a non convincere il Governo: mancherebbero infatti le lettere di patronage delle banche, mentre il gruppo statunitense avrebbe chiesto allo Stato un vendor loan da 500 milioni di euro.
Al momento non sembrano esserci ancora le condizioni per chiudere la procedura di gara. Intanto, secondo fonti governative, la Presidenza del Consiglio starebbe valutando anche ipotesi alternative. Tra queste, contatti ad alto livello con il gruppo Arvedi per verificare la possibilità di una partnership con Qatar Steel e con un fondo internazionale. Le interlocuzioni, tuttavia, non si sarebbero ancora tradotte in un’offerta formale. Non si esclude, inoltre, che una nuova cordata possa farsi avanti qualora la gara attualmente in corso dovesse concludersi senza aggiudicazione.


