giovedì 3 Aprile 25

Ex TCT, la Cgil incalza il Governo su progetti e sostegno ai lavoratori

Dopo l’approvazione del piano formativo dalla Regione, i sindacati sollecitano il Governo per garantire sostegno ai 318 ex lavoratori del Taranto Container Terminal, in attesa di nuove opportunità occupazionali

Dopo il varo del piano formativo da parte della Regione Puglia, la Cgil di Taranto torna a premere sul Governo nazionale per lo sblocco dei progetti portuali e la proroga dell’indennità di mancato avviamento (IMA) per i 318 ex lavoratori del Taranto Container Terminal.

“Bisogna stringere i tempi per ottenere la proroga dell’IMA, in scadenza il prossimo 31 dicembre”, dichiarano i rappresentanti della Cgil e Filt Cgil, evidenziando l’importanza di sostenere i lavoratori durante il percorso formativo che li renderà pronti per le nuove attività imprenditoriali nel porto.

Un passo importante è stato compiuto ieri a Bari, con la firma del nuovo catalogo formativo presso il Dipartimento per lo Sviluppo Economico. Il programma si trasformerà in un Accordo Quadro nelle prime settimane del 2025, come sottolinea Francesco Zotti, segretario generale della Filt Cgil Taranto: “È la concretizzazione di un percorso che avevamo già indicato durante l’iniziativa pubblica sul Porto dello scorso 26 febbraio.”

Giovanni D’Arcangelo, segretario generale della Cgil di Taranto, esprime soddisfazione per i progressi raggiunti a livello locale e regionale, ma punta il dito contro l’inerzia governativa: “Esistono progetti di sviluppo significativi, come la candidatura del porto come hub di energia sostenibile con un parco eolico offshore, ma la proposta è ferma al vaglio del Governo dallo scorso settembre.”

“La proroga dell’IMA è un atto fondamentale, così come l’avvio dei nuovi progetti industriali – conclude Michele De Ponzio, delegato alle vertenze del porto – Ci sono 318 lavoratori con le loro famiglie che hanno resistito e ora si avviano verso un nuovo percorso formativo. Loro ci credono. Ci creda anche lo Stato.”

La vicenda coinvolge i lavoratori in bilico dal settembre 2017, quando venne istituita la Taranto Port Workers Agency srl, e richiede ora un intervento decisivo da parte del Governo nazionale per dare continuità al percorso di reinserimento lavorativo.

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