Martino (Confapi Puglia): “Si riparta dal recente studio di ARERA. Inaccettabile per le nostre imprese pagare bollette più care del 25% rispetto al resto d’Europa”
“Fare presto. Fare bene. Le imprese, soprattutto quelle piccole e medie, non riescono più a sostenere il costo dell’energia elettrica”. A lanciare l’accorato appello è il presidente di Confapi Puglia, Carlo Martino. “In Europa – continua – siamo quelli che paghiamo più di chiunque altro. Le nostre bollette riportano rialzi pari al 25% rispetto alla media europea. Il decisore pubblico intervenga, rivedendo la politica energetica del Paese, foriera di contraddizioni e occasioni mancate pur d’ingraziarsi il furore ideologico di una certa parte politica”.
Martino riprende il recente studio condotto da ARERA (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente): “Il sistema elettrico italiano – sottolinea – presenta una peculiarità spesso dimenticata: oltre il 55% della quota di mercato lungo la filiera elettrica è in mano a soggetti pubblici o controllati da amministrazioni pubbliche: direttamente o indirettamente. In un contesto simile, lasciare un velo di ambiguità sul corretto funzionamento dei mercati non è sostenibile né politicamente né industrialmente. Prima di chiedere nuovi sussidi o nuove deroghe, il Paese deve chiarire se e dove il mercato sta funzionando in modo inefficiente — e intervenire di conseguenza”.
Per il numero uno delle piccole e medie imprese pugliesi la vera alternativa non è tra mercato e Stato. “Semmai – conclude – è tra un modello che assume le proprie responsabilità fino in fondo e uno che continua a oscillare tra concorrenza evocata e intervento pubblico non dichiarato. Chiarire questo punto aiuterebbe più di qualsiasi misura tampone a capire dove andrà davvero il costo dell’energia in Italia nei prossimi anni”.


