Il brusco passaggio dalle temperature primaverili dei giorni scorsi al gelo invernale del fine settimana appena trascorso testimonia una tendenza alla tropicalizzazione, con conseguenze negative sull’agricoltura locale
Dal clima primaverile al gelo in poche orwe: è accaduto in Puglia durante il fine settimana appena trascorso.
Vento gelido, burrasca sulle coste esposte e neve sul Gargano sono gli effetti del maltempo che ha compito in poco tempo la nostra regione, al punto da spingere la Protezione civile a diramare l’allerta gialla per la giornata di sabato 25 novembre.
Una tendenza sempre più evidente, insomma, alla tropicalizzazione del clima nostrano, con frequenti eventi climatici violenti e bruschi passaggi da una stagione all’altra.
Ma qual è il contraccolpo di questo meteo impazzito sull’agricoltura locale?
“La natura è in tilt – ha commentato Coldiretti Puglia – e a preoccupare gli agricoltori sono i seri danni per le colture, che sono impreparate di fronte al drastico ed improvviso abbassamento di temperatura, anche superiore ai dieci gradi, che si è verificato: fino a pochi giorni fa, per le temperature primaverili in autunno, si segnalavano i ciliegi in fiore e i fichi in produzione”.
Per la Coldiretti regionale il 2023 si classifica come l’anno nero dell’agricoltura: tra gli effetti negativi riscontrati c’è la maturazione precoce dei prodotti agricoli, come mandorli e peschi in fiore a febbraio, mimose già pronte a dicembre e a gennaio, ma anche la maturazione contemporanea degli ortaggi in autunno e le brusche variazioni climatiche con ingenti danni in campagna.
“Infine – precisa la federazione pugliese – si rischia una strage di api operaie, non ancora in fase di riposo invernale per le alte temperature che hanno caratterizzato la prima parte dell’autunno. Non mancano tuttavia gli effetti positivi con l’abbassamento della temperatura con la tipica colorazione delle arance rosse al sud che viene stimolata da temperature più fresche”.
“L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli – conclude la Coldiretti Puglia –Servono investimenti anche grazie al Pnrr per la manutenzione, risparmio, recupero e regimazione delle acque, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni resistenti”.