Su 84 edifici scolastici censiti, appena 10 contemplano una mensa. Per una percentuale risibile dell’11,9%. In Puglia soltanto Foggia fa peggio. Netto il divario con il Nord del Paese. La povertà alimentare spia della più complessiva precarietà socio-educativa. Si torni a leggere Giorgio Ruffolo, le sue ricette economiche di stampo riformista
Mangiare a scuola: più facile farlo al Nord che al Sud. In Italia sono presenti 39.351 edifici che comprendono scuole statali. Di questi, 14.362 riportano la presenza di uno spazio adibito alla mensa. Si tratta, però, di un dato che nasconde profonde differenze territoriali tra l’area del Centro-Nord e il Mezzogiorno. I contesti dove l’incidenza è più alta sono la zona del Nord-Ovest (50,8% degli edifici), del Centro (41,6%) e del Nord-Est (38,3%). Più bassi invece i dati del Sud (24,1%) e quelli riferibili alle Isole (22,3%). Tra il valore maggiore e quello minore ci sono circa 30 punti percentuali di differenza. Un divario che risulta ancora più evidente se si analizzano i dati a livello regionale. Le mense rappresentano un elemento importante nelle scuole. Migliorano la qualità dell’offerta formativa, garantiscono pasti equilibrati in contrasto alla povertà alimentare, facilitano la socialità e permettono di seguire lezioni nel pomeriggio.
Ma, nell’Italia delle differenze che permangono e si acuiscono, un ‘Paese troppo lungo’ per dirla con le parole di Giorgio Ruffolo, la povertà alimentare è spia di una più complessiva precarietà sociale. Povertà educativa e marginalità, ripetiamo, si combattono garantendo pari opportunità di accesso al tempo pieno e mense scolastiche. In Puglia, il rapporto tra edifici scolastici censiti e presenza delle mense scolastiche non si discosta dall’andamento negativo registrato, complessivamente, nel Mezzogiorno.
Le città capoluogo messe peggio sono Foggia e Taranto. Nel capoluogo dauno, a fronte di 65 edifici scolastici soltanto 2 contemplano una mensa. In termini percentuali: uno striminzito 3,08%. Taranto conta invece 84 scuole, ma soltanto in 10 delle stesse è possibile consumare un pasto caldo. Cioè: nell’11,9% del numero tale. Grandezze ben lontane dalle percentuali, di oltre il 50%, registrate nelle aree del Nord. A Bari la percentuale è del 36,3%; a Brindisi del 28,99%; a Lecce del 12,68%. Senza refezione anche l’educazione s’immiserisce. Declina. Il nostro non è un Paese per bambini.


