Bitetti. Il PD. L’incontro di due debolezze. Il Buon(Giorno), notte di una politica che non interpreta più le urgenze dei popoli. I loro bisogni. Le loro paure. Il caso Taranto
Entra nel PD. No, sindaco, per favore non farlo. Torna da noi, sta casa aspetta te. Restatene pure dove sei stato sinora, che forse è meglio così. La politica a Taranto vive di sussulti manichei. Di colpi di sole da far bruciare le idee. D’interviste rilasciate a giornali che, ormai, non legge più nessuno. Con l’evasione, la distanza dai problemi reali, la superficialità organizzativa camuffata in adesione. In smorta partecipazione.
La città soffre, non riesce a scrollarsi di dosso un passo ordinario, flemmatico, neanche in una fase straordinaria come quella attuale. La maggioranza litiga, le opposizioni sono inesistenti. Il Consiglio comunale, a sentire chi lo frequenta, e lo abita, è una noiosa messa officiata dal solito prete laico. Liturgia improvvisata. Si perdono abitanti, al ritmo di 1000 residenti all’anno. L’Ilva è l’emblema di una politica industriale che risulta non pervenuta, chiacchierona e chiacchierata. Il sindaco viene fischiato dalla piazza mentre conquista il palco. Manca un assessore alla Cultura. Uno allo Sport: nella realtà che dovrà, tra meno di un mese, ospitare i Giochi. Uno al Mare e al Mediterraneo. Manca l’identità, l’alterità progettuale. Del nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale) si sono perse le tracce. Di Kyma Ambiente si sono persi i bilanci.
E noi, cioè loro, discutiamo se il sindaco possa – e voglia – entrare nel PD? E il PD, il terzo segreto di Fatima di una politica imbelle, riconquista la parola su questo tema. Si divide. Si arrovella nel giovanilistico Buon(Giorno), notte. Mentre tace, è afono, si gira dall’altra parte su tutto il resto. Tradendo la propria funzione di partito organizzato, di forza di maggioranza relativa nell’attuale schema di governo. Bitetti e il PD: l’incontro di due debolezze. Simone de Beauvoir diceva: “In politica, e in amore, si deve scegliere: durare o bruciare”. Qui da noi, invece, si sceglie di galleggiare.


