I nostri Scilla e Cariddi. La riproposizione, su base locale, di Bonelli e Fratoianni. Il sindaco di Taranto, il suo vice. Distinguerli, ormai, è impossibile. Il buon-giorno si vede dal mattino. E da certi cammini comuni
Se non c’è l’uno, manca anche l’altro. Si assentano insieme. Presenziano insieme. “Siamo la coppia più bella del mondo”, cantava Adriano Celentano. Il sindaco e il suo vice: due incarichi, due funzioni, una sola persona ormai. Bitetti e Giorno; Giorno e Bitetti. Se prevedi il primo, devi contemplare anche il secondo. La ragion di Stato – gli equilibri del Palazzo – hanno reso sovrapponibile, indistinto ciò che sembrava differente. Distante. Per età anagrafica. Per cultura. Per ambizioni future.
I nostri Scilla e Cariddi abbandonato lo Stretto, riproducono il proprio sodalizio largo in riva allo Jonio. L’altro ieri in Consiglio comunale, nel mentre montava la protesta dei lavoratori del verde pubblico, nessuno dei due sedeva tra i banchi dell’esecutivo cittadino. Il capitano, e il suo secondo, se ne stavano alla larga dalla nave che prendeva acqua. Che rischiava di colare a picco, inabissandosi nell’assenza di una guida politica. Di una strategia comunicativa. Il sindaco, poi, si scoprirà essere in Municipio nelle stesse ore nelle quali imperversava la contestazione. Nel suo ufficio al piano di sotto. Per dispensare l’ennesima delega fuori giunta di questa tribolata legislatura al consigliere Contrario. Con tanto di foto, sorrisi e abbracci.
Il giorno dopo invece, per la presentazione di un cartellone teatrale di un soggetto privato, sindaco e vicesindaco come d’incanto ricomparivano. Rioccupavano la scena. Tornavano tra noi. Assieme. Con lo stesso paso doble. Presenti con gli applausi, assenti (ingiustificati) con le critiche. Neanche Bonelli e Fratoianni vivono questa loro stagione di ribalta politica come Bitetti e Giorno. Complicato capire quando finisca l’uno perché abbia inizio l’altro. Due come noi, cioè come loro, difficile trovarli in giro. Il buon-giorno si vede dal cammino (comune).


