di Maria D’Urso
E’ tornato a riunirsi quest’oggi il Consiglio comunale di Taranto. Al centro del dibattito le dimissioni dell’esponente politico dalla presidenza della commissione Attività Produttive
“Catania non dimetterti”: è stato questo l’apparente grido di dolore della maggioranza Bitetti, lanciato per la prima ora del Consiglio comunale, svoltosi questo pomeriggio, a Palazzo di Città. Nicola Catania, come già precedentemente rivelato da CosmoPolis, ha deciso di interrompere la sua attività da presidente della Commissione Attività Produttive perché non si è più sentito coinvolto nei vari lavori, anche con le direzioni e gli assessori di pertinenza. È quanto ha sottolineato nella lunga missiva fatta leggere dal presidente del Consiglio Gianni Liviano, poiché assente tra i banchi della maggioranza. Nonostante le dimissioni non siano state accolte dalla maggioranza, quest’ultima ha riconfermato il consigliere esponente della Democrazia Cristiana a capo della Commissione Attività Produttive con 17 voti favorevoli. Decisione che è maturata al termine di un lungo dibattito tra le fazioni opposte, nel corso del quale la maggioranza ha speso parole lusinghiere sulla sua professionalità. Ora spetterà a Nicola Catania decidere, nei prossimi giorni, se accettare o meno l’incarico. Sono quindi seguite l’approvazione dei successivi punti all’ordine del giorno e una lunga seduta di Question Time. Presenti ventisei consiglieri, assenti oltre Catania, il sindaco Piero Bitetti, Patrizia Mignolo e Vittorio Mele (Con Bitetti), Salvatore Brisci e Vincenzo Di Gregorio.
Gli ultimi due punti all’ordine del giorno
Il quinto punto, approvato con 21 voti anche della minoranza, è stato proposto dalla Direzione Servizio Controllo Partecipate. Nello specifico, riguarda la presa d’atto dello storico rinnovo della concessione per la gestione dell’acqua in Puglia, che segna il passaggio definitivo a un modello di gestione pubblica e partecipata. Dal 1° gennaio 2026, infatti, ha preso avvio un nuovo ciclo ventennale (fino al 2045) in cui Acquedotto Pugliese S.p.A. continua a gestire i servizi idrici, ma con una nuova struttura societaria che coinvolge direttamente i territori. Il gestore non è più controllato al 100% dalla Regione Puglia: per rispettare le normative europee sulla gestione “in house”, l’80% delle quote resta alla Regione, mentre il restante 20% è stato attribuito ai Comuni pugliesi. L’obiettivo, come dichiarato dall’Autorità Idrica Pugliese, è garantire la pubblicità dell’acqua e la stabilità delle tariffe. Con i Comuni soci, i cittadini dovrebbero avere un controllo più diretto sulle decisioni strategiche del gestore attraverso i propri sindaci. Il sesto e ultimo punto all’ordine del giorno, invece, ha proclamato all’unanimità i 40 eletti al Consiglio comunale giovanile, che costituiranno il nuovo organismo rappresentativo. Si tratta di un’iniziativa già attiva in diversi Comuni italiani che, nel Tarantino, coinvolge 9.607 studenti provenienti da 10 istituti scolastici superiori, 4 enti di formazione e 2 scuole secondarie non statali. Dopodiché, è iniziato il lungo Question Time, durante il quale i consiglieri di entrambe le fazioni si sono confrontati su ogni singola mozione in calendario, non terminato del tutto.
Question Time: le mozioni approvate
Deciso all’unanimità il Comune siglerà un protocollo d’intesa con l’associazione culturale Taranto Legge. Con la mozione presentata da Gianni Tartaglia (Per Bitetti), la Giunta guidata dall’assessorato alla Pubblica Istruzione, si impegna a definire una linea programmatica di indirizzo politico per promuovere la lettura, la scrittura creativa, la storia e le tradizioni della città di Taranto, attraverso il partenariato e l’ingresso nella rete Taranto Legge, alla quale aderiscono già diversi istituti scolastici superiori. Particolarmente toccante è stato l’applauso dell’assise rivolto alla professoressa Lucia Schiavone, recentemente scomparsa e tra le fondatrici dell’iniziativa. Approvato all’unanimità anche il servizio di “Taxi Sociale”, presentato da Bianca Boshnjaku (Misto di Maggioranza), per persone non autosufficienti, disabili, anziani soli, cittadini fragili e famiglie in difficoltà, per garantire l’accesso a visite mediche, terapie, centri diurni, servizi socioassistenziali e uffici pubblici. Giampaolo Vietri (Fratelli d’Italia) ha ricordato che una mozione analoga era stata presentata due anni fa dalla collega Tiziana Toscano e allora bocciata. Via libera alla mozione di Mirko Di Bello (Italia Oltre), con un emendamento di Antonio Lenti (Verdi), sul riconoscimento ufficiale del cammino “Rotta dei Due Mari”, che interessa gran parte delle coste ioniche per favorire il turismo. Sulla questione è intervenuta anche l’assessore all’Ambiente Fulvia Gravame, dichiarando che il Comune intende ripulire l’intera area dagli ingombranti con fondi regionali e recepire a breve l’emendamento. Sì anche alle mozioni di Tartaglia e Patrizia Mignolo (Per Bitetti), accorpate a quella di Massimiliano Stellato (Forza Italia), per l’istituzione di un tavolo di confronto tra Comune, Provincia, dirigenti scolastici e Vigili del Fuoco, finalizzato a una campagna strutturata e continuativa di prevenzione incendi.
…e quelle bocciate
Non passa la mozione di Luca Lazzaro (Fratelli d’Italia) sull’università per i giovani tarantini. Sul punto è intervenuto il vicesindaco Mattia Giorno, ribadendo che la crescita unversitaria resta uno degli obiettivi centrali dell’amministrazione. Un traguardo perseguibile attraverso interventi già in corso, come i cantieri degli studentati universitari di Palazzo Nove Lune, che terminerà entro l’estate, e Palazzo Calò. Giorno, inoltre, ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione nell’individuare nuovi spazi, come Palazzo Delli Ponti, da destinare a uffici universitari, invitando l’opposizione ad aprire un confronto con le proprie forze di Governo su alcune riforme.
Ripristino dei pass gratuiti per la sosta: per ora tutto tace
Ritirata la mozione sulla rimozione dei pass gratuiti per la sosta dei residenti, presentata dalla consigliera Boshnjaku, dopo le spiegazioni fornite dall’assessore alla Mobilità Giovanni Patronelli. Quest’ultimo non ha dichiarato, esplicitamente, che i pass verranno ripristinati, ma ha riferito di un incontro proficuo con le associazioni dei cittadini e della valutazione di nuove disposizioni nelle aree interessate dal passaggio delle BRT, oltre all’individuazione di zone per incrementare i posti auto. Gregorio Stano (MoVimento 5 Stelle) che ha presentato una mozione simile e ha sottolineato però di averlo fatto dai “banchi dell’opposizione”. Fratelli d’Italia, Forza Italia, MoVimento 5 Stelle ed Emiliano Messina hanno ribadito, pertanto, il voto contrario a sostegno della cittadinanza.
La panchina della discordia
Bocciata la mozione di Tiziana Toscano (FdI) sulla panchina tricolore. Inizialmente proposta per commemorare le vittime dell’esodo giuliano-dalmata e Norma Cossetto, la consigliera ha successivamente chiesto l’istituzione di iniziative per la Giornata del Ricordo. Richiesta passata in sordina dalla maggioranza che, invece, ha approvato la mozione presentata da Gianni Tartaglia (Per Bitetti) e l’emendamento sottoscritto da Alessia Serio (PD) e Giandomenico Vitale (Unire Taranto). La mozione prevede un concorso di idee nelle scuole e l’istituzione di monumenti dedicati alla comunità Polesana di Taranto, ricordata da Tartaglia attraverso la storia della propria famiglia istriana. L’emendamento, invece, estende il ricordo a tutte le vittime di guerra. Vitale, nel suo intervento ha sottolineato che “onorare le vittime delle foibe significa stare dalla parte della dignità umana” e che oggi “non si può restare indifferenti alle tragedie in corso nel mondo” rivolgendosi direttamente a Fratelli d’Italia, in quella che è apparsa come una chiara stoccata politica al Governo Meloni, sulle questioni geopolitiche e diplomatiche. Il dibattito è proseguito su toni accesi: al culmine della tensione, Luca Contrario (Pd) si è rifiutato di votare la mozione di Fratelli d’Italia, definendo i consiglieri appartenenti “a un partito razzista”, mentre Vietri gli ha replicato di essere complice di “memoria ideologizzata”.
Le presunte dimissioni di Catania
Le dimissioni, non accolte, di Catania dalla presidenza della Commissione Attività Produttive si prestano a più interpretazioni. Se da un lato ha voluto sollecitare direzioni e assessori a una maggiore collaborazione, dall’altro apre una riflessione più ampia sugli equilibri interni alla maggioranza, che al momento sembrerebbero scricchiolare.


