Il primo cittadino interviene sulla rimodulazione disposta dal Ministero dell’Ambiente dei finanziamenti destinati al porto ionico. “Se il futuro di Taranto è una priorità per Roma, lo dimostri con atti concreti.” Riportiamo integralmente la nota
Tra le leve di sviluppo che avevamo chiesto al Governo di attivare, per consentire al territorio di superare la crisi dell’ex Ilva, c’erano proprio il comparto delle energie alternative e il porto. Lo stesso Governo ha deciso di dimezzare la provvista economica per l’hub nazionale dell’eolico offshore previsto nello scalo di Taranto, deprimendo in un colpo solo entrambe quelle prospettive.
Vogliamo sperare che l’esecutivo sappia trovare le risorse per ricostituire il fondo destinato a quel progetto, perché diversamente il segnale non sarebbe più solo di carattere finanziario, ma decisamente politico.
Scegliere di ridurre quell’investimento, infatti, significa precludere al nostro territorio la possibilità di sviluppare economie alternative, di essere esempio pratico di come si governi la transizione ecologica e di dare risposte alla domanda di nuova occupazione. Se il futuro di Taranto è una priorità per Roma, lo dimostri con atti concreti.


