Dopo la sentenza del Tribunale di Milano si addensano nuove ombre sulla trattativa per la cessione dell’acciaieria: secondo il deputato Dario Iaia di Fratelli d’Italia, il rischio è quello di far saltare l’accordo con il fondo Flacks, perdere il prestito ponte della Commissione Europea e aprire una grave crisi occupazionale per Taranto e per l’intero comparto siderurgico nazionale
“Dopo la recente sentenza del Tribunale di Milano, inevitabili incertezze ora potrebbero gravare sul negoziato in corso con il fondo Flacks per la vendita dell’acciaieria. In questo particolare momento, si rischia di compromettere quanto di buono stiamo cercando di ottenere per il futuro dello stabilimento, con il concreto pericolo di una possibile perdita di posti di lavoro e la fuga degli investitori.” Questo il commento dell’onorevole Dario Iaia, Deputato di Fratelli d’Italia.
“Il prestito ponte autorizzato dalla Commissione Europea, fino a un massimo di 390 milioni di euro, – aggiunge – potrebbe svanire se l’investitore decidesse di ritirarsi, ritenendo che le nuove condizioni siano troppo mutate rispetto a quelle iniziali su cui si stava negoziando. Se la vendita dovesse saltare, non avremmo nemmeno più le condizioni per mantenere quel sostegno finanziario che è stato concesso in vista della trattativa con un potenziale acquirente. Le conseguenze per Taranto e per l’intero settore dell’acciaio italiano sarebbero disastrose. – commenta ancora – Inoltre, la richiesta di riscrittura di alcune prescrizioni ambientali da parte del Tribunale di Milano presenta ulteriori complicazioni, imponendo costi maggiori e limitazioni più severe alla produzione di acciaio. La situazione, già difficile, sta diventando insostenibile. Questo scenario segna un cambio di regole durante una fase cruciale per la vendita, generando un clima di grande incertezza e instabilità per tutti gli attori coinvolti.”
Secondo Iaia, “la fusione di lavoro e salute non può avvenire senza una visione chiara e consapevole. Non possiamo permetterci di mettere in ginocchio la produzione di acciaio in Italia: è essenziale garantire un equilibrio tra le necessità occupazionali dei lavoratori e le giuste esigenze di salubrità ambientale. Ogni decisione presa in questo frangente avrà ripercussioni non solo su Taranto, ma su tutto il Paese, in un momento in cui l’industria italiana ha bisogno di certezze e stabilità.
Non possiamo rischiare che una cattiva gestione di questa vertenza porti a una crisi occupazionale senza precedenti, minando le basi della nostra economia. È fondamentale continuare a lavorare con determinazione per garantire un futuro all’acciaio italiano e ai lavoratori di Taranto, evitando decisioni affrettate che potrebbero danneggiare irrimediabilmente entrambe le componenti.
Insieme, dobbiamo impegnarci per trovare una soluzione sostenibile che tuteli il diritto al lavoro e la salute dei cittadini, affinché Taranto possa continuare a essere un simbolo di produzione e innovazione, anziché di crisi e disoccupazione”.


