Nella nota stampa la segretaria provinciale del partito progressista interviene sulla vicenda dell’ex Ilva
La decisione della Corte d’Appello di Milano di confermare il blocco dell’area a caldo dell’ex Ilva apre una fase ancora più delicata per Taranto e per migliaia di lavoratrici e lavoratori. La decisione della magistratura va rispettata, ma oggi più che mai il Governo deve assumersi fino in fondo la responsabilità del futuro industriale e occupazionale del nostro territorio. Entro il 28 ottobre l’area a caldo dovrà fermarsi e non possiamo permetterci che l’incertezza si traduca in una nuova emergenza sociale ed economica.
Il Partito Democratico ribadisce la necessità di un intervento pubblico forte, di un piano industriale credibile, della decarbonizzazione e di precise garanzie occupazionali. Ma, insieme a questo, va ascoltata e sostenuta la proposta che arriva dal territorio. Al tavolo del Ministero dello scorso martedì, gli enti locali hanno rilanciato il Piano Taranto: una strategia complessiva per accompagnare la trasformazione industriale, sostenere il lavoro e l’indotto, diversificare l’economia e costruire una prospettiva di sviluppo per l’intero territorio.
È questa la direzione nella quale il Governo deve finalmente muoversi: non decidere su Taranto senza Taranto, ma mettere in campo risorse, strumenti e tempi certi, valorizzando le proposte delle istituzioni locali. La transizione non può significare deindustrializzazione e perdita di lavoro. Taranto chiede insieme salute, ambiente, lavoro e sviluppo. Chiede una prospettiva e non altri rinvii.


