Per il consigliere comunale, l’evento “non ha per nulla coinvolto la città, né dal lato economico, né dal lato culturale”
La trasformazione di una “One Company Town” in una città dalle prospettive economiche diversificate richiede un cambio di paradigma culturale che parta dal basso. È questa la lezione che emerge dall’esperienza di città come Bilbao e Torino, come ricorda il consigliere comunale Gianni Liviano, ripercorrendo un significativo incontro del 2015 con i primi cittadini delle due metropoli.
“Nel 2015 invitai a Taranto il Sindaco di Bilbao, l’architetto Manuel Ibon Areso, e il Sindaco di Torino, il professor Valentino Castellani”, racconta Liviano. Entrambi gli amministratori condivisero le loro esperienze di successo nella riconversione economica delle rispettive città.
Particolarmente illuminante fu la testimonianza dell’ex sindaco di Torino: “Le Olimpiadi Invernali del 2006 hanno fortemente influito sui processi di diversificazione economica della città”, ricorda Liviano citando Castellani, “non solo per le risorse economiche, ma soprattutto per aver risvegliato processi di comunità nei giovani e nella città tutta”.
È proprio da questa visione che nacque l’idea di candidare Taranto per un grande evento sportivo internazionale, culminata poi nei Giochi del Mediterraneo. Tuttavia, secondo Liviano, l’opportunità sta sfumando: “I Giochi non hanno per nulla coinvolto la città, né dal lato economico, né dal lato culturale”.
La situazione appare paradossale: mentre si investono ingenti risorse nelle strutture sportive, le principali società sportive locali stanno concludendo anticipatamente le loro attività agonistiche. “Questa concomitanza è emblematica di come la politica e la città seguano processi e percorsi totalmente differenti: addirittura antitetici”, sottolinea Liviano.
“Finora questa manifestazione non ha portato nulla come contributo alla città”, conclude amaramente il consigliere comunale, “e nulla rimarrà sul territorio. Nulla: proprio come chi attualmente governa questa nostra comunità”.