Il consigliere di opposizione torna sulla questione della municipalizzata dell’igiene urbana
«La crisi di Kyma Ambiente – denuncia Lazzaro nella nota stampa – non è più una criticità gestibile con rinvii e rassicurazioni. La partecipata del Comune di Taranto che si occupa di raccolta rifiuti e decoro urbano è appesantita da un debito che supera i 40 milioni di euro, coinvolge circa 400 lavoratori e rischia di trascinare l’intero servizio verso il fallimento. Il sindaco Piero Bitetti, che in campagna elettorale aveva garantito ai cittadini che il servizio non sarebbe stato esternalizzato, oggi continua a non chiarire quale sia la reale direzione dell’amministrazione». Il consigliere Luca Lazzaro spiega nella nota stampa che a metà marzo l’Antitrust ha inviato al Comune un parere formale che descrive una situazione ormai insostenibile: perdite strutturali, costi troppo elevati e raccolta differenziata ferma al 25%. Il Comune ha 90 giorni di tempo per presentare un piano correttivo e quel termine è ormai in scadenza. Eppure, mentre il tempo passa, dall’amministrazione non arriva ancora una risposta politica e amministrativa all’altezza della gravità della situazione».
«Il nodo centrale, però, è un altro ed è quello decisivo – puntualizza Lazzaro – l’Autorizzazione Integrata Ambientale, l’AIA, del termovalorizzatore è in fase di scadenza. Se non venisse rinnovata, sarebbe la condanna a morte dell’impianto. E senza la possibilità di valorizzare quell’asset strategico, Kyma Ambiente verrebbe di fatto condannata al fallimento. Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma del passaggio che può determinare il futuro stesso della società» prosegue Lazzaro. Si tratta di un impianto da oltre 200 milioni di euro, rimasto fermo per tredici anni, che potrebbe invece rappresentare una leva fondamentale per il risanamento dell’azienda. Per il consigliere, il rinnovo dell’AIA non è un adempimento burocratico secondario: è la condizione indispensabile per far ripartire il termovalorizzatore, per consentire una gestione industriale seria e per dare valore a un bene strategico che oggi, senza una decisione, rischia di perdere completamente peso nel bilancio della partecipata.
«È proprio qui che emerge tutta l’inerzia di Bitetti. Invece di assumersi la responsabilità di una scelta chiara, il sindaco continua a rinviare, a temporeggiare e a convocare tavoli che non producono soluzioni. Ma un’azienda in crisi non si salva con le riunioni, si salva con capacità manageriale, visione industriale e una guida politico-amministrativa capace di sostenere un percorso serio di risanamento» Lazzaro continua dicendo che anche i sindacati, in queste settimane, hanno denunciato mesi persi e un pressapochismo non più tollerabile. È una denuncia pesante, che conferma come non siamo davanti a una semplice difficoltà gestionale, ma a una crisi che richiede risposte immediate e coraggiose: “Noi abbiamo sempre avuto una posizione chiara: Kyma Ambiente deve restare pubblica. Ma per difendere davvero il carattere pubblico della società non bastano le dichiarazioni elettorali, servono scelte concrete, competenze vere e una strategia industriale credibile. Da parte mia e di Fratelli d’Italia ci sarà sempre un’opposizione ferma, ma costruttiva, pronta a collaborare per il bene della città e per il risanamento. Quello che non accettiamo è che l’inerzia del sindaco venga scaricata sui tarantini come se fosse un destino inevitabile. Bitetti dica con chiarezza se intende salvare Kyma Ambiente oppure accompagnarla, con i suoi ritardi, verso il fallimento. Su questo non sono più ammesse ambiguità” conclude il consigliere di Fratelli d’Italia.


