Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Taranto: “43 milioni di debiti e 400 famiglie col fiato sospeso, Bitetti la smetta di usare il lavoro come strumento di consenso”
“Sulle vertenze del verde pubblico e dei lavoratori di Kyma Ambiente serve innanzitutto chiarezza. Quando in gioco c’è il lavoro delle persone, la politica deve assumersi la responsabilità di dare risposte concrete e non continuare ad alimentare aspettative che rischiano di trasformarsi in meri strumenti di consenso”
Lo dichiara Luca Lazzàro, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Taranto, che interviene sul collasso della partecipata dell’igiene urbana e sulla gestione complessiva dei servizi e del personale da parte dell’amministrazione Bitetti.
“Sul verde pubblico -continua – ci sono lavoratori che aspettano da mesi di conoscere quale sarà il proprio futuro. La procedura avviata dall’Amministrazione sta generando forti preoccupazioni tra gli operatori e non è più il momento dei rinvii: servono risposte chiare sui livelli occupazionali e sulla continuità di un servizio fondamentale per una città che presenta già evidenti e intollerabili problemi di decoro urbano”
“C’è poi la drammatica vertenza di Kyma Ambiente, l’ex Amiu – afferma – travolta da una voragine debitoria che supera i 43 milioni di euro, con il rischio concreto della liquidazione e 400 dipendenti diretti che vedono a rischio il proprio posto di lavoro. A questo si aggiunge la sorte inaccettabile dei lavoratori interinali e dell’indotto, ai quali, secondo quanto denunciato dalle parti sociali, non è stato neppure rinnovato il contratto. Anche qui dobbiamo smetterla di pensare che la risposta possa essere semplicemente quella delle “rotazioni”. Dietro quella parola ci sono persone che un mese hanno uno stipendio e quello successivo non sanno nemmeno se lavoreranno. Ci sono famiglie che ogni giorno devono mettere il piatto a tavola: non sono numeri da inserire a turno in un elenco o pedine da muovere a fini elettorali”.
“In questo scenario di totale disfacimento, accolgo con estremo favore la decisa presa di posizione assunta nelle ultime ore dalla Uiltrasporti di Taranto, che ha formalmente chiesto al sindaco Bitetti la revoca dell’amministratore unico Gaetano Nacci. È la conferma che le nostre battaglie andavano nella direzione giusta: settimane fa, di fronte al silenzio generale, sono stato proprio io a portare la nomina di Nacci all’attenzione dell’ANAC per fare luce su incompatibilità, sovrapposizioni e presunti conflitti d’interesse legati ad altri incarichi nel settore dei rifiuti. Fa piacere constatare che il sindacato si stia muovendo nel medesimo solco di rigore e legalità da noi tracciato. Una società pubblica strategica e con i conti devastati non può essere guidata tra ombre procedurali e tensioni costanti con le rappresentanze dei lavoratori”.
“Questo – conclude – non significa promettere stabilizzazioni impossibili o percorsi al di fuori delle regole. Significa affrontare seriamente il problema e verificare quali soluzioni siano concretamente percorribili, nel pieno rispetto della legge, della trasparenza e della delicatissima situazione economica di Kyma Ambiente. E soprattutto significa affermare un principio irrinunciabile: nessuno utilizzi la speranza di un posto di lavoro per costruire consenso politico. Il lavoro non è un favore che la politica concede e la dignità delle persone non può diventare materia di calcolo elettorale.
“Ed è proprio qui che il sindaco Bitetti deve assumersi fino in fondo la propria responsabilità. Non basta convocare tavoli frettolosi, incontrare tutti, ascoltare tutti e poi abbandonare la stanza o rinviare le scelte. Un sindaco non deve distribuire speranze: deve dare risposte. Sul verde pubblico, sulla guida di Kyma Ambiente e sulla salvezza dell’azienda è arrivato il momento di capire quale strada intenda percorrere questa Amministrazione. Perché quando si parla della sopravvivenza di un presidio pubblico e del futuro di centinaia di famiglie, l’ambiguità non è prudenza: è una scelta politica irresponsabile”.


