Statte ha un ospedale, il Moscati, ma non è collegato allo stesso. Benevenuti al Sud. Per raggiungerlo bisogna fare il giro del mondo in 80 giorni. Un plauso alle nostre impeccabili classi dirigenti
L’ospedale Moscati rientra nella giurisdizione amministrativa di Statte ma non è collegato con Statte. Benvenuti al Sud. E nelle sue – diverse – storie di ordinaria incomprensione. Con l’irrilevanza politica a farla da padrona. Ricapitoliamo per amore di cronaca: un cittadino di Statte che volesse raggiungere l’ospedale, essendo privo di mezzo privato, deve prima recarsi a Taranto. E poi, dalla città capoluogo, dirigersi verso il nosocomio in questione. Farlo con i mezzi di Kyma Mobilità. Una sorta di giro del mondo in 80 giorni, quando la distanza diretta tra i due poli presi in considerazione è di appena qualche chilometro. A metà degli anni 2000, l’Amministrazione del tempo, il sindaco Mastromarino sottoscrisse un protocollo d’intesa con quella che all’epoca si chiamava ancora Amat. Da Statte partivano due bus navetta al giorno: per accompagnare i malati, per consentire ai parenti di rendere loro visita.
Oggi, con il Moscati divenuto il maggior centro oncologico della provincia, un servizio come questo non solo sarebbe necessario. Ma improntato al buon senso, ad un’idea appena sufficiente di civiltà. Ma, a Statte, comune che ha un ospedale senza poter raggiungere lo stesso ospedale, di questo genere di cose non si discute. Non le affronta la maggioranza di governo, non le sollecita l’opposizione. La destra è inconsistente, la sinistra è ininfluente.
Statte con i suoi 13 mila abitanti possiede un ospedale, detiene larghe porzioni dell’ex Ilva, avrebbe tutto per recitare un ruolo da protagonista, per essere dopo Taranto il comune più interessante della provincia, ma risulta non pervenuta. Relega il suo valore nel dis-valore. Un caso di scuola per capire quando inadeguate siano certe classi dirigenti meridionali.


