Il presidente della Commissione Ambiente ribadisce la contrarietà del Comune e punta sulla valutazione di impatto ambientale e sul confronto con la Regione Puglia: “Ci auguriamo che il progetto si fermi prima”
Il progetto del rigassificatore previsto sul molo polisettoriale di Taranto incassa il nulla osta di fattibilità del CTR, ma l’iter autorizzativo è ancora lontano dalla conclusione. A sottolinearlo è Giandomenico Vitale, presidente della Commissione Ambiente del Comune di Taranto, che in una nota invita a distinguere il via libera tecnico dagli ulteriori passaggi necessari per arrivare all’eventuale autorizzazione definitiva.
“Parliamo di un provvedimento esclusivamente tecnico, non politico, limitato alla sola sicurezza degli impianti e all’analisi dei rischi. Ciò nonostante, la partita è ancora aperta”, afferma Vitale.
Tra i passaggi ancora da completare c’è innanzitutto la Valutazione di impatto ambientale (VIA) da parte del Ministero dell’Ambiente, chiamato ad analizzare le possibili ricadute del progetto sul territorio. Come sottolinea il presidente della Commissione Ambiente, il Ministero ha già richiesto al proponente integrazioni documentali ritenute necessarie per le valutazioni della commissione tecnica.
In caso di esito positivo della VIA, sarà necessario convocare la Conferenza dei servizi conclusiva, con il coinvolgimento degli enti interessati, e ottenere dall’Autorità di sistema portuale la concessione degli spazi all’interno del porto.
Resta inoltre il nodo dell’intesa con la Regione Puglia, che rappresenta uno dei passaggi centrali del confronto istituzionale sul progetto. “In questo segmento, il progetto dovrà superare lo scoglio politico con gli enti locali: l’Intesa con la Regione Puglia”, osserva Vitale, secondo cui senza l’accordo regionale lo Stato non potrebbe procedere automaticamente, fatte salve le eventuali eccezioni previste dalla normativa.
L’auspicio di Vitale è che il progetto venga fermato prima di arrivare alla fase conclusiva dell’iter autorizzativo. “Il nostro auspicio è che il progetto si fermi molto prima, incassando un ‘no’ tecnico e insindacabile dal Ministero dell’Ambiente, in modo tale da ottenere lo stesso risultato ricevuto nel 2008”, si legge nella nota.
Vitale richiama infatti il precedente del progetto di rigassificatore discusso nel 2008 e poi archiviato, indicando nella fragilità dell’ecosistema tarantino una delle ragioni alla base della contrarietà all’impianto. Nel mirino anche le possibili conseguenze economiche, occupazionali e commerciali che, secondo il presidente della Commissione, potrebbero derivare dalla sua realizzazione.
La posizione del Comune, assicura Vitale, resta invariata. “Noi diciamo no al rigassificatore”. L’amministrazione, aggiunge, continuerà a mobilitarsi insieme ai cittadini e ai comitati territoriali, con particolare attenzione alla comunità di Lido Azzurro. “Continueremo a difendere il nostro territorio in ogni sede legale e amministrativa”, conclude il presidente della Commissione Ambiente.


