Per il consigliere regionale della Lega è arrivato il tempo delle decisioni, basta con i rinvii
“Taranto oggi si trova davanti ad una scelta storica: continuare a restare intrappolata in una fase di incertezza e stallo oppure avviare finalmente un percorso concreto di sviluppo sostenibile, innovazione e rilancio economico. È questo il messaggio forte e chiaro – ha dichiarato il Consigliere Regionale Antonio Paolo Scalera – che emerge dal documento “Progetto Taranto. Il futuro è oggi”, promosso da CONFAPI Taranto e condiviso con i principali attori istituzionali e socioeconomici del territorio. In un contesto segnato da una crisi industriale profonda, aggravata negli ultimi anni da fattori globali e da criticità strutturali locali, il sistema produttivo jonico rischia una progressiva desertificazione. La crisi dello stabilimento siderurgico, unita alla perdita di competitività delle imprese e alla fuga di investimenti, impone oggi scelte coraggiose, definitive e non più rinviabili.
Taranto, tuttavia, non è un territorio privo di prospettive. Al contrario, dispone di asset strategici unici: una posizione centrale nel Mediterraneo, un porto dalle grandi potenzialità logistiche, competenze industriali consolidate, un patrimonio ambientale e marittimo di straordinario valore e settori emergenti: dalla Blue Economy al turismo, dall’agroalimentare alla cantieristica navale, pronti a essere sviluppati.
In questo quadro – ha proseguito Scalera – diventa imprescindibile superare definitivamente la “monocultura dell’acciaio”, pur garantendo la continuità produttiva dello stabilimento siderurgico nel pieno rispetto delle prescrizioni ambientali e della tutela della salute pubblica. La transizione energetica e industriale deve essere governata con un approccio pragmatico, basato su valutazioni tecniche e non ideologiche, capace di coniugare sicurezza, sostenibilità e competitività. Il rilancio del territorio passa anche attraverso il pieno utilizzo delle risorse già disponibili, come i fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo, e attraverso il potenziamento delle infrastrutture logistiche, digitali ed energetiche. Fondamentale sarà inoltre il rafforzamento delle connessioni tra sistema produttivo, università e ricerca, per favorire innovazione e crescita delle competenze. Sarà necessario abbattere un’altra “barriera”: quella rappresentata dall’isolamento del territorio con il resto del Paese. Taranto, proprio perché al centro di un processo di diversificazione economica destinato ad incidere in maniera massiva sul futuro del capoluogo ionico, non può continuare ad essere “difficilmente raggiungibile”. Pertanto, si dovrà poter contare su collegamenti ferroviari ed anche aerei (vedi apertura aeroporto di Grottaglie) in grado di colmare questa gravissima lacuna che frena qualsiasi tipo di progetto legato alla crescita e al potenziamento del comparto turistico. Particolare attenzione dovrà essere riservata al Mar Piccolo, simbolo identitario di una città dalla storia millenaria, in forte sofferenza ambientale e produttiva. La sua bonifica e valorizzazione rappresentano una condizione imprescindibile per il rilancio della mitilicoltura e per lo sviluppo di nuove filiere legate alla Blue Economy. Alla luce di queste sfide – ha concluso Scalera – ho depositato una mozione per impegnare il Governo Regionale ad istituire un tavolo permanente di lavoro con una cabina di regia che coinvolga istituzioni, associazioni datoriali, organizzazioni sindacali e sistema produttivo, con l’obiettivo di definire e attuare una strategia condivisa, concreta e orientata ai risultati. Una richiesta chiara e non più procrastinabile.
Non è più il tempo di interventi frammentari o di processi decisionali incerti. Serve una governance stabile, capace di accompagnare il territorio in questa fase di trasformazione, garantendo coordinamento, trasparenza e rapidità nelle scelte. Il rischio, in assenza di un cambio di passo, è quello di trasformare Taranto nel simbolo delle occasioni perdute. Al contrario, con decisioni tempestive e una visione chiara, la città può diventare un modello nazionale di riconversione industriale sostenibile e sviluppo integrato. Taranto non può più restare sospesa. È il momento di passare dalle analisi alle azioni. Solo attraverso una responsabilità condivisa e un impegno concreto sarà possibile costruire un futuro che metta al centro ambiente, lavoro e dignità del territorio.”


