giovedì 20 Giugno 24

Appalti al Comune di Taranto, Usb: “Centinaia di lavoratori a rischio povertà”

Rizzo e Marchese propongono misure per garantire dignità e tutela ai dipendenti precari

“Oggi, 1 lavoratore su 10 in Italia è povero, spesso a causa di contratti inadeguati che, sebbene illegali di fatto, vengono utilizzati regolarmente. Questo fenomeno, che prima interessava per lo più il privato, oggi dilaga nel pubblico. Grazie alla collaborazione con il direttore generale e il direttore amministrativo, abbiamo introdotto il contratto leader per gli appalti pubblicati dall’Asl di Taranto, ma restano difficoltà con gli appalti del Comune di Taranto, delle società partecipate e delle concessionarie”. Lo affermano Francesco Rizzo e Francesco Marchese della Usb Taranto.

Un esempio emblematico è quello delle lavoratrici delle pulizie negli asili nido, con contratti di poche ore al mese e retribuzioni di circa 600 euro mensili, sospesi in alcuni periodi dell’anno senza stipendio né indennizzo. I rappresentanti dell’Usb invita il Comune a riprendere il percorso avviato in passato, che ha aumentato le ore di lavoro da un’ora e mezza a tre e mezzo, mostrandosi pronti ad un confronto schietto con l’amministrazione Melucci.

Tra le proposte presentate, ci sono la reinternalizzazione dei servizi dati in appalto per garantire economicità e tutela dei lavoratori precari, l’obbligo di un trattamento retributivo minimo di 10 euro all’ora per i lavoratori impiegati negli appalti del Comune di Taranto, come anche l’obbligo di un orario minimo di 30 ore settimanali per i lavoratori impiegati negli appalti.

Non manca la richiesta urgente del divieto di contratti che prevedano sospensioni del rapporto di lavoro senza retribuzione, e l’estensione delle misure alle società partecipate e concessionarie del Comune di Taranto. Infine, anche la costituzione di un tavolo permanente di monitoraggio e confronto sugli appalti tra il Comune e le organizzazioni sindacali.

“Tutto questo, a nostro avviso, consentirebbe di restituire dignità ai lavoratori che operano nell’orbita di un ente pubblico come il Comune di Taranto, e di eliminare fattori che inevitabilmente vanno a dequalificare il territorio. L’invito è di andare in continuità con la linea seguita in Regione con l’approvazione della legge sul dumping contrattuale”, conclude la nota.

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