Nella nota stampa per i due segretari provinciali, Buttari e Poti, è giunto il momento di un confronto con la Premier Meloni con l’auspicio di trovare subito una soluzione definitiva alla vertenza
“Siamo al fianco dei lavoratori dell’ex Ilva di Taranto, che da martedì 2 dicembre, stanno protestando contro il Piano proposto dal Governo per lo stabilimento siderurgico.” Lo afferma in una nota il Segretario Provinciale Confsal, Gianfranco Buttari. “Siamo turbati dal silenzio dell’Esecutivo sulla vicenda, che ormai è di interesse pubblico. Non possiamo accettare continui rinvii che portato gli operai all’esasperazione.
Il Governo – sottolinea – ha un grande debito verso la città di Taranto e i suoi cittadini, che nel corso di tanti anni hanno pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e di salute.” Sul tema è intervenuto anche il Segretario Provinciale della Fismic di Taranto, Davide Sciurti. “La questione principale riguarda la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali. Auspichiamo il ritiro di ulteriori piani di cassa integrazione che coinvolgerebbero migliaia di lavoratori (fino a 6.000 in totale, tra quelli già in CIGS e i nuovi inserimenti). – Afferma – Sulla formazione crediamo che occorrano dei piani concreti per una chiara prospettiva lavorativa futura, da svolgersi in modo alternato con presenza in fabbrica e presso enti di formazione.”
Sul ‘Piano corto’ e sulla continuità produttiva, Sciurti ritiene che il Governo e Acciaierie d’Italia possano realmente prefigurare una dismissione delle attività produttive piuttosto che un rilancio industriale attraverso operazioni di spegnimento di diverse batterie di cokerie (n. 7, 8, 9, 12) e l’invio di coils da Taranto ad altri siti (Genova, Novi Ligure, Racconigi) per garantire la continuità produttiva.
Per i due Segretari Provinciali è giunto il momento di un confronto con la Premier Giorgia Meloni, con la convocazione di tutti gli attori coinvolti con l’auspicio di trovare in tempi stretti una soluzione definitiva alla vertenza dell’ex Ilva mediante un piano condiviso di rilancio del siderurgico: “La soluzione non è la vendita a pezzi dell’azienda, ma una scelta oculata che tuteli i lavoratori. – Conclude Buttari – Occorre dare una soluzioni concreta a Taranto e ai suoi cittadini. La città non merita di essere trattata come un peso.”


