Il primo cittadino di Taranto chiede nella missiva un rafforzamento del personale delle Forze dell’Ordine
Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha scritto una lettera al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nella quale chiede di valutare un rafforzamento stabile del personale delle Forze dell’Ordine assegnato all’area di Taranto, con particolare riferimento alle attività di controllo del territorio, prevenzione dei reati predatori e presidio delle aree più esposte a condizioni di vulnerabilità sociale. Nella lettera, secondo quanto si apprende dalla nota stampa, il sindaco pone all’attenzione del Ministro una forte preoccupazione per le prospettive future del territorio, alla luce di un progressivo deterioramento del quadro economico e sociale.
Il protrarsi della crisi che coinvolge il sito siderurgico ex Ilva, unito alle persistenti incertezze sul futuro produttivo e occupazionale dell’area, lascia intravedere, già nel breve periodo, scenari che destano crescente timore, legati ad un ampliamento della platea di cittadini esposti a condizioni di fragilità economica. Il sindaco spiega che esiste il concreto rischio che situazioni temporanee di difficoltà, si trasformino rapidamente in condizioni di marginalità più profonde e diffuse che possono favorire l’insorgere di fenomeni di microcriminalità, degrado urbano e tensioni sociali. Nella lettera viene riconosciuto e apprezzato l’impegno costante e altamente professionale delle Forze dell’Ordine che operano sul territorio, sotto il coordinamento di S.E. il Prefetto, ma viene sottolineato anche che le risorse attualmente disponibili possano rivelarsi insufficienti a fronteggiare un possibile aggravamento della situazione. Da qui la richiesta di un rafforzamento stabile del personale delle Forze dell’Ordine, attraverso un intervento tempestivo e strutturale che rappresenterebbe un segnale concreto di attenzione istituzionale e costituirebbe uno strumento essenziale per prevenire l’inasprimento di fenomeni di difficile governabilità.
Nella missiva Bitetti conferma la piena disponibilità a collaborare con il Ministero dell’Interno per l’elaborazione di interventi integrati e per l’organizzazione di un incontro istituzionale finalizzato ad approfondire il quadro prospettico e a individuare le soluzioni più efficaci.


