di Rosa Surico
Il sindacalista: “Per questa figura professionale sembra essere tornato il lavoro a cottimo”
“Mi fornisca la sua personale definizione di educatore professionale”.
È questa la richiesta fatta a Federico Cuscito, sindacalista Unione Sindacale di Bari, a fine della conversazione sul mondo di quella che è una rilevante figura professionale, all’ interno della scuola e non solo, di tutta la società.
“L’ educatore svolge un ruolo essenziale, offre un’ servizio di base fondamentale.Le problematiche che oggi continuano riguardano tutto il settore rimandano l’ immagine di una società che non funziona come dovrebbe”
Educatori, disabilità, società, inclusione. L’ obiettivo del professionista in questo settore mira a progettare interventi di recupero e sviluppo delle potenzialità di soggetti bisognosi, promuovendo l’ autonomia e il miglioramento delle condizioni psico-fisiche in contesti di tipo scolastico, culturale e sociale.
Le problematiche che riguardano direttamente gli educatori però sono discriminanti da tempo, tanto da aver istituto una vertenza sindacale.
Gli educatori – spiega Cuscito – sono assunti con contratti di dipendenza a tempo determinato o a tempo indeterminato con retribuzione secondo il Contratto Nazionale di Lavoro dalle cooperative sociali che lavorano attraverso gli appalti. La paga oraria è quindi esigua, 9 euro l’ ora, e in netto contrasto con la preparazione del ruolo svolto.
L’ inizio dell’ estate – sottolinea – che coincide con la fine della Scuola, corrisponde all’ assenza totale di stipendio, nessuna garanzia a livello contrattuale né la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali. A livello lavorativo quindi la figura professionale, che matura la sua posizione attraverso un percorso di studi specifico, subisce continue vessazioni, umiliazioni, una vera e propria ingiustizia.
Come intende procedere il sindacato e quali le azioni che puntano a migliorare la situazione?
“Chiediamo da tempo che il servizio e gli educatori vengano internalizzati all’ interno del MIUR”.
Le esternalizzazioni del servizio, spiega, hanno dimostrato e continuano a rendere visibili, tutte le criticità del sistema. Sono coinvolte in questa situazione a livello regionale, circa 8000 professionisti.
Federico Cuscito menziona poi una proposta di legge ancora parcheggiata in Senato, la 236:
propone di istituire il profilo professionale dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione (ASACOM) nei ruoli del personale scolastico statale. La norma per i possessori della qualifica di educatore professionale socio-pedagogico, mirerebbe alla stabilizzazione per il personale precario.
“Federico Cuscito, come e dove si pone la figura dell’ educatore tra famiglia, società e scuola?”
Risponde: “È un ponte“
Arriviamo alla definizione finale resa, riportata però all’ inizio per rimarcare il punto della questione:
“Una società che non investe in un servizio fondamentale di supporto per minori, anziani, soggetti fragili, disabili, non può dirsi, non è funzionante”.



