Quella che avrebbe dovuto essere una giornata di sport e partecipazione si è trasformata in un lungo esercizio di pazienza forzata per migliaia di cittadini
Taranto oggi, è diventata una città ostaggio della sua stessa maratona. Quella che avrebbe dovuto essere una giornata di sport e partecipazione si è trasformata in un lungo esercizio di pazienza forzata per migliaia di cittadini. Le strade principali, e numerose arterie secondarie, chiuse a macchia d’olio per far spazio alla corsa, hanno finito per paralizzare l’intera viabilità: blocchi ovunque, auto ferme e un labirinto di deviazioni impossibili.
Persino i mezzi pubblici hanno arrancato tra percorsi stravolti ed ambulanze e veicoli di assistenza hanno incontrato difficoltà nel districarsi nel caos.
Il problema non è l’evento in sé ma l’organizzazione, apparsa improvvisata e non calibrata. Le chiusure massicce, senza un sistema di mobilità compensativo adeguato, hanno generato disagi evitabili e un malcontento.
Tutto cio’ evidenzia un sistema di accoglienza dei grandi eventi fortemente deficitario. La città meritava una festa dello sport; molti cittadini, invece, si sono ritrovati a vivere una giornata di frustrazione e immobilità.


