La procedura segue quanto disposto dalla magistratura di Milano. Attesa la Pec del Ministero per la riduzione dell’immissione di gas; Ispra e Arpa vigileranno sulle diverse fasi
All’ex Ilva di Taranto è iniziata la procedura per portare allo spegnimento l’altoforno 2, l’unico attualmente in marcia. È cominciato l’abbassamento della carica di minerale, una fase che richiederà circa una settimana. Seguiranno altre due settimane di messa in sicurezza e assistenza, portando il completamento delle operazioni a ridosso della metà di ottobre.
Una volta conclusa la fase di abbassamento della carica, l’altoforno sarà svuotato del materiale residuo. Analoga procedura riguarderà le cokerie. Per avviare la progressiva riduzione dell’immissione di gas si attende ora la Pec del Ministero. Le diverse fasi dello spegnimento, come disposto dalla sentenza della magistratura di Milano, si svolgeranno sotto la vigilanza di Ispra e Arpa.
Altoforni e cokerie rappresentano il cuore dell’area a caldo dell’ex Ilva, che comprende anche le acciaierie e gli impianti di servizio, tra cui i parchi minerali. E proprio oggi, 16 settembre 2026, assume un significato particolare nel procedimento: è la data indicata nel rigetto della Corte d’appello di Milano come il momento in cui le fasi di spegnimento degli impianti dell’area a caldo diventano irreversibili.
Per lo stabilimento di Taranto si apre dunque una fase destinata a modificare in modo sostanziale l’assetto dell’area a caldo, con l’avvio delle operazioni che segnano, sul piano giudiziario, un punto di non ritorno.



