La polemica sull’ultima colata e sullo stop all’area a caldo si intreccia con l’attesa per la Cassazione. Fim, Fiom, Uilm e Usb chiedono un intervento nei confronti del dirigente di Acciaierie d’Italia
A pochi giorni dal pronunciamento della Cassazione sul ricorso contro lo stop agli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto, il confronto sul futuro dello stabilimento si accende anche sul piano verbale. Al centro dello scontro, da una parte, i sindacati metalmeccanici e, dall’altra, Angelo Cavallo, dirigente di Acciaierie d’Italia.
Come riportato da la Repubblica, la polemica è partita da un post pubblicato da Cavallo, che ha ripreso la comunicazione sindacale sulla data dell’ultima colata annunciata ai lavoratori dello stabilimento siderurgico tarantino. Ad accompagnare il post, un commento dai toni duri, nel quale il dirigente ha contestato l’atteggiamento dei lavoratori, accusandoli di essersi lasciati condizionare da informazioni che ritiene prive di fondamento scientifico e di aver delegato ad altri le decisioni sul futuro dell’acciaieria. “Un popolo di Lavoratori si è lasciato travolgere da chiacchiericcio spacciato per dato scientifico, illusione, pensando che qualcuno avrebbe risolto lasciando le decisioni ad altri”.
Nel mirino di Cavallo, in particolare, l’azione giudiziaria promossa dall’Associazione Genitori Tarantini, che ha portato alle pronunce del Tribunale di Milano e della Corte d’Appello sullo stop all’area a caldo. Il dirigente di Acciaierie d’Italia ha poi rincarato la dose, prendendo di mira direttamente il comunicato sindacale, definito un “manifesto funebre che trasforma la Siderurgia in Noderurgia”, con un gioco di parole che ha ulteriormente alimentato la polemica.
La replica dei sindacati non si è fatta attendere. Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno chiesto ai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria di intervenire nei confronti del dirigente, ritenendo che le sue dichiarazioni contribuiscano ad alimentare le tensioni tra i lavoratori in una fase particolarmente delicata per lo stabilimento.
“Saremo sicuramente scomodi – scrivono – ma se ne faccia una ragione: noi non saremo mai dalla parte di chi minimizza sulle questioni ambientali e sanitarie, così come non tolleriamo che i lavoratori vengano presi di mira per responsabilità che non hanno”.
La richiesta dei sindacati è quella di “intervenire con fermezza su chi soffia sul fuoco con irresponsabilità”. Fim, Fiom, Uilm e Usb rivendicano inoltre l’impegno portato avanti negli anni per ottenere risorse economiche e interventi straordinari finalizzati alla sicurezza dei lavoratori e alla tutela dell’ambiente.
“Il sindacato, tutto, in questi anni ha chiesto risorse finanziarie e interventi straordinari per garantire la sicurezza dei lavoratori e la salvaguardia ambientale. Serve senso di responsabilità e rispetto verso i lavoratori e la città, in particolar modo in questa fase complessa che stiamo per affrontare. Non faremo sconti a nessuno”. Intanto, per lunedì è in programma uno sciopero nello stabilimento siderurgico. I lavoratori si ritroveranno alle 5 davanti alle portinerie; alle 6.15 è previsto il trasferimento al parcheggio della direzione, dove si svolgerà l’assemblea.



