L’azienda rompe una lunga tradizione e affida la cerimonia a don Argentiero. Pesano le parole dell’arcivescovo dopo la morte di Loris Costantino
Salta la tradizionale celebrazione del precetto pasquale per i dipendenti dell’ex Ilva officiata dall’arcivescovo di Taranto, Ciro Miniero. Quest’anno la funzione sarà celebrata dal parroco della chiesa degli Angeli Custodi, don Alessandro Argentiero. Una decisione che segna una rottura con una consuetudine consolidata da anni. Alla messa del Mercoledì Santo, inoltre, non sono state invitate le autorità locali né i rappresentanti sindacali e istituzionali.
Secondo quanto riportato dal Quotidiano di Puglia, la scelta dell’azienda sarebbe maturata alla luce dei gravi episodi degli ultimi mesi e della volontà di prendere le distanze dagli attacchi ricevuti. Fonti vicine ad ambienti aziendali riferiscono che, nonostante gli sforzi per evitare la chiusura dello stabilimento, non sarebbe mai arrivato un sostegno esplicito né un coinvolgimento nei dibattiti sul futuro di Taranto, la sua economia e il suo sviluppo. Una condizione che avrebbe alimentato la percezione di essere considerata un corpo estraneo al territorio.
A pesare sulla decisione potrebbero essere state anche le recenti dichiarazioni dello stesso Miniero per la morte dell’operaio Loris Costantino. In quell’occasione, l’arcivescovo aveva affermato: “È il momento di avere il coraggio di abbandonare un percorso che ha richiesto sacrifici estremi senza che questi si traducessero in benefici, né in termini economici né sociali”.



