Propaganda live ha intervistato la vedova dell’ operaio morto nello stabilimento a gennaio scorso. Intervistato anche il sindaco di Taranto Bitetti: “Io da sindaco come un missionario. Ancora nessuna convocazione da parte del primo ministro sulla questione siderurgico”
Propaganda Live ha acceso i riflettori sull’ennesima morte bianca nel mondo del lavoro, nello specifico nell’ ex Ilva di Taranto. Claudio Salamida aveva 46 anni, da più di 20 anni lavorava nello stabilimento. Il 12 gennaio scorso è morto mentre prestava il suo lavoro. Diego Bianchi di Propaganda live su LA7 ha intervistato la moglie, Maria Teresa Daprile.
La donna ha raccontato di turni estenuanti e mancanza di sicurezza all’interno dello stabilimento. La vedova di Claudio, che ora sente tutto il peso e la responsabilità anche della crescita del loro figlio di 3 anni, chiede verità e giustizia per la morte del marito. Alla domanda se dallo stato avesse sentito vicinanza da qualche esponente politico, risponde: “Claudio, una matricola. L’ hanno già dimenticato”.
Nessuna parola di confronto, visita, nemmeno un telegramma da parte del Presidente della Repubblica o del primo Ministro Giorgia Meloni – racconta- Dalla regione Puglia però ricorda le telefonate del neoeletto presidente Antonio Decaro che – afferma – chiede subito del bambino.
Indifferenza e solitudine, una storia di dolore personale ma indicativa di un paese che butta nell’ oblio e non fornisce risposte.
Intervistato anche il sindaco di Taranto Bitetti. Alla domanda del giornalista, si è pentito di essere diventato sindaco risponde: ” Io, come un missionario”.
È una storia che riguarda tutti – afferma – Da Taranto per i funerali di Claudio Salamida, la vicinanza è stata espressa a nome del consiglio comunale da parte di Gianni Liviano. Incalzato sulla sua lettera di settimane fa scritta alla premier Meloni e sull’ eventuale sua convocazione per discutere dell’ annosa questione Ex Ilva, risponde: “Ancora nessuna risposta”.
Che sia l’ agenda complicata del primo ministro o semplicemente una dimenticanza, quello che appare evidente è che Taranto merita risposte non più silenzi.


