Depositato il parere della procura generale della Cassazione. Riportiamo le parole dell’ avvocato
“Non è positivo per noi perchè, in sintesi, dice che quel che conta è la VIS predisposta dal gestore, secondo la quale attualmente gli impianti non rappresentano un grave pericolo, nè per l’amianto, nè per le polveri sottili.
Naturalmente contesteremo questo assurdo parere e la Corte di Cassazione deciderà.
Io resto fermamente convinto che il diritto è dalla nostra parte.
Ma il punto non è questo.Il punto è che siamo ad un bivio:
se la Corte di Cassazione ci darà ragione il giorno dopo il fronte della morte andrà all’assalto progettando una nuova area a caldo con forni elettrici , DRI e rigassificatore.
Se la Corte di Cassazione ci darà torto si andrà avanti con questa area a caldo , sebbene ridotta ad un rottame.
Insomma o padella o brace.
Quello che si prospetta, in ogni caso, sono nuove cause .
E’ chiaro che non si può continuare su questa strada.
Noi sinora abbiamo vinto nelle aule di giustizia, ma abbiamo perso per la mancata partecipazione popolare a nostro sostegno .
Se anche questa volta , alla manifestazione del 17 ottobre, non vi sarà, credo che sia inevitabile prendere atto che una esigua minoranza che si batte contro tutti non può fare uscire Taranto dalla zona di sacrificio.
Il parere della Procura Generale dovrebbe essere un motivo in più per partecipare”.



