Al Ministero si lavora per la continuità produttiva e per la sicurezza dei lavoratori. Nelle prossime settimane si terrà un altro confronto sulle aree libere, per favorire nuovi investimenti e opportunità occupazionali
Nessuna chiusura degli stabilimenti. L’obiettivo è manutenere gli impianti per garantire la continuità produttiva, per raggiungere il massimo della capacità possibile. Su questo punto sono intervenuti i commissari straordinari, annunciando il proseguimento della produzione di banda stagnata a Genova e di zincato a Novi Ligure. Sui lavoratori, invece, è gli verrà offerta la piena sicurezza ai lavoratori e per cui non è previsto ricorrere ad un ulteriore cassa integrazione, perché verranno gli verranno attivate le ore di formazione, che riguarderanno 701 lavoratori, anziché 1.550.
Questo è quanto ha ribadito, ieri il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, nell’incontro a Palazzo Piacentini con le organizzazioni sindacali territoriali dell’ex Ilva, con i rappresentanti delle Regioni Puglia, Liguria e Piemonte e con gli Enti locali ove hanno sede gli stabilimenti del Gruppo. Al tavolo anche le segreterie sindacali degli stabilimenti del Nord e, a seguire, dalle segreterie territoriali pugliesi di Fim, Fiom, Uilm e Usb, nonché dal presidente della Regione Puglia, dalla Provincia e dal sindaco di Taranto.
Proseguono inoltre, come confermato dai Commissari, i negoziati con i due player che hanno partecipato alla gara, estesi nelle ultime settimane a due nuovi soggetti industriali extra-UE che hanno manifestato interesse per l’ex Ilva. Negoziati che – come previsto dal bando – porteranno anche a individuare e rendere disponibili le aree dell’ex Ilva non occupate da strutture o impianti produttivi, a Taranto come a Genova, così da favorire la localizzazione di nuove iniziative industriali. Urso ha rassicurato sul fatto che sono tutti chiamati a lavorare “governo, istituzioni locali e parti sociali, per portare a termine un percorso che assicuri una soluzione industriale solida e sostenibile”.
(Crediti foto Ministero Delle Imprese e del Made in Italy)


