Il presidente: “Basta con la diatriba tra salute e lavoro. Taranto ha diritto a una legge speciale per la salute dei cittadini e il futuro dei nostri bambini”
“La salute e la vita umana vengono prima di tutto. Servono messa in sicurezza dello stabilimento, bonifiche immediate, prevenzione, screening e un piano straordinario di assunzioni per la sanità tarantina. È arrivato il momento di dire basta alla contrapposizione tra il diritto alla salute e il diritto al lavoro. È una contrapposizione che Taranto non può più accettare e che rischia di trasformare una questione di diritti fondamentali in una scelta impossibile tra occupazione e salute”.
Lo afferma il Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto, Dott. Pierpaolo Volpe, intervenendo sulle vicende dell’ex Ilva e sul futuro industriale, ambientale e sanitario della provincia ionica.
“Il lavoro è un diritto fondamentale, ma lo è altrettanto la salute. E quando questi due diritti vengono messi artificialmente l’uno contro l’altro, a rimetterci sono sempre i cittadini più fragili. Noi, come professionisti della salute, non possiamo accettare che la tutela della vita umana diventi una variabile nelle decisioni industriali”.Taranto non può essere più trattata come un territorio ordinario, è arrivato il momento di prenderne definitivamente atto.“Questa città –continua Volpe – non è un territorio come gli altri. È un territorio che da decenni convive con un enorme insediamento industriale e con un impatto ambientale e sanitario che è stato oggetto di studi epidemiologici nazionali.Le evidenze hanno documentato, nel territorio del SIN di Taranto, eccessi di rischio per la mortalità generale e per alcune patologie tumorali, cardiovascolari e respiratorie, oltre a un aumento del rischio neoplastico negli adulti e nei bambini e a un eccesso di malformazioni congenite.Di fronte a queste evidenze – sottolinea il Presidente dell’OPI – non possiamo continuare a discutere soltanto di produzione, acciaio, investimenti e posti di lavoro. Dobbiamo parlare anche, e soprattutto, di persone, di malattia, di prevenzione, di qualità della vita e del futuro dei nostri bambini.Taranto paga e ha pagato uno scotto pesantissimo. E proprio per questo non possiamo permetterci di affrontare il futuro con gli strumenti ordinari”.
Ecco quindi che Volpe – continua – parlando di necessità di una legge speciale per Taranto, che non deve essere interpretata come un privilegio per Taranto. Deve essere considerata una risposta straordinaria a una situazione che straordinaria è.“Chiediamo al Governo nazionale e alla Regione Puglia di assumersi una responsabilità precisa: Taranto ha bisogno di una legge speciale sulla salute e sull’ambiente.
“Una legge – sottolinea – che preveda risorse, strumenti e tempi certi per: la messa in sicurezza dello stabilimento ex Ilva; l’avvio e l’accelerazione delle bonifiche ambientali;il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica e ambientale; il potenziamento della prevenzione sanitaria;il rafforzamento degli screening oncologici e cardiovascolari; il potenziamento dei Dipartimenti di Prevenzione; un piano straordinario di assunzioni nel Servizio sanitario; percorsi specifici di presa in carico per le persone affette da patologie croniche e oncologiche; una particolare attenzione alla salute della popolazione pediatrica”.
Ma contestualmente occorre un piano straordinario di assunzioni per rafforzare gli organici della sanità tarantina, soprattutto nei settori della prevenzione, dell’assistenza territoriale e dei percorsi oncologici e delle cronicità.“Non possiamo parlare seriamente di tutela della salute senza parlare di personale sanitario -prosegue il Presidente Volpe-.
La Regione Puglia ha recentemente approvato i Piani assunzionali 2026 delle aziende ed enti del Servizio sanitario regionale, con 753 assunzioni finanziate sul Fondo sanitario nazionale e ulteriori 259 unità attraverso fondi vincolati, per un totale indicato dalla Regione di 1.012 unità.Ne prendiamo atto ma riteniamo che Taranto debba essere considerata nella sua specificità epidemiologica e ambientale. Non possiamo applicare esclusivamente parametri ordinari a un territorio che presenta problematiche sanitarie che sono state studiate e documentate per anni.A Taranto servono più professionisti della salute dove il bisogno di salute è maggiore. Servono infermieri, medici, professionisti sanitari, operatori della prevenzione e personale amministrativo e tecnico adeguato a sostenere una sanità che deve affrontare una domanda assistenziale particolarmente complessa.Il nostro obiettivo non deve essere soltanto curare meglio le persone quando si ammalano.
Dobbiamo fare in modo che le malattie vengano intercettate il prima possibile e, quando possibile, prevenute”.Per questo l’OPI Taranto chiede un rafforzamento straordinario della prevenzione, degli screening e della sorveglianza sanitaria.«A Taranto dobbiamo investire molto di più nella diagnosi precoce, negli screening oncologici, nella prevenzione cardiovascolare, nella gestione delle malattie croniche e nella promozione della salute.L’ISS ha già documentato esperienze di programmi di prevenzione e assistenza rivolti alla popolazione di Taranto e Statte, anche con interventi finalizzati all’individuazione precoce di ipertensione e iperglicemia e alla prevenzione cardiovascolare.Queste esperienze devono essere consolidate, ampliate e rese strutturali. La prevenzione non può essere un progetto temporaneo: deve diventare una politica permanente per Taranto”.
“E c’è poi, secondo Volpe, una domanda alla quale la politica e le istituzioni devono rispondere: quale futuro si vuole garantire ai bambini della provincia ionica?«Non possiamo accettare che una bambina o un bambino debba pagare, attraverso la propria salute, il prezzo delle scelte compiute dagli adulti nel corso dei decenni.Il diritto dei bambini a crescere in un ambiente sano deve essere un principio non negoziabile. La tutela della salute dell’infanzia deve diventare uno degli indicatori fondamentali attraverso i quali valutare qualsiasi decisione sul futuro industriale di Taranto”.In questi giorni si torna a discutere del futuro dell’ex Ilva. È giusto parlare di industria, di occupazione, di produzione e di investimenti ma l’OPI vuole porre una domanda che troppo spesso rimane sullo sfondo: quali garanzie concrete vengono messe in campo per la salute dei cittadini”?
“Per troppi anni Taranto è stata al centro di una discussione nella quale il tema sanitario è stato spesso considerato una conseguenza e non il punto di partenza. Non è più sufficiente -sottolinea Volpe- intervenire dopo. Non è più sufficiente curare. Non è più sufficiente monitorare. Occorre prevenire. E per prevenire servono risorse, personale, strutture, screening, epidemiologia, assistenza territoriale e una strategia sanitaria specifica per il territorio”.
Il messaggio dell’OPI Taranto – conclude la nota – è molto chiaro: non chiediamo di scegliere tra lavoro e salute. Chiediamo che il lavoro sia compatibile con la salute e che qualsiasi modello industriale garantisca la sicurezza dei lavoratori e della popolazione.
“Non possiamo accettare che la salute venga messa sul piatto della bilancia. La salute non è una merce di scambio. La vita umana non è negoziabile. Taranto ha già dato molto. Ora è il momento che lo Stato e le istituzioni diano a Taranto una risposta all’altezza della sua storia e delle sue sofferenze.Come Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto chiediamo formalmente che venga aperto un confronto istituzionale per la definizione di una legge speciale per Taranto, con un capitolo autonomo e straordinario dedicato alla salute. Una legge che tenga insieme ambiente, bonifiche, sicurezza industriale e sanità. Una legge che finanzi la prevenzione, rafforzi gli screening, potenzi la sorveglianza epidemiologica e garantisca gli organici necessari al nostro Servizio sanitario”.
Il messaggio finale.“Chiediamo che Taranto venga finalmente considerata per quello che è: un territorio che necessita di una risposta straordinaria perché straordinario è il carico ambientale e sanitario che ha sostenuto per decenni.Basta con la scelta impossibile tra lavoro e salute. Vogliamo lavoro sicuro, industria sicura, ambiente risanato e cittadini tutelati.E soprattutto -conclude Volpe- vogliamo che i bambini di Taranto possano avere ciò che ogni bambino dovrebbe avere: il diritto di crescere, vivere e costruire il proprio futuro in un ambiente sano. Perché nulla è più importante della salute e della vita umana”.



