di Maria D’Urso
Tra interventi dedicati alla buona politica e una città migliore, gli studenti insegnano cosa sia la democrazia
Antonio Faggioni è il primo sindaco dei ragazzi di Taranto. In lizza tra nove aspiranti, lo studente del Liceo Aristosseno è stato proclamato con 18 voti su 36 questa mattina a Palazzo di Città dal Consiglio comunale dei Ragazzi.
Visibilmente emozionato, Faggioni ha raccontato quanto sia stato sorpreso e orgoglioso di questa nomina: “Siamo ragazzi che amano la nostra città, che non deve più riconoscersi nell’acciaio, ma nell’arte, nella storia e nella bellezza”.
Prossimo studente della facoltà di Scienze Politiche, per Faggioni la cosa pubblica è ascolto e impegno attivo, motivo per cui un buon politico dovrebbe “promettere di meno e agire di più”. Dell’amministrazione Bitetti ha un giudizio positivo e, da primo cittadino dei ragazzi tarantini, rivendica maggiore ascolto:
“Al sindaco Bitetti chiedo di mettersi nei nostri panni. Tuttavia, non solo a Taranto, noi ragazzi non ci sentiamo abbastanza compresi dalle istituzioni, come se fossimo una sottocategoria di serie B. In realtà abbiamo una nostra voce e dei nostri ideali” Faggioni inizierà a lavorare sin da subito, dal momento che il consigliere di maggioranza Gianni Tartaglia lo ha coinvolto in un incontro di interlocuzioni con il Comitato ai Giochi del Mediterraneo. Nel corso della sua legislatura, Faggioni sarà supportato anche Vice Sindaci Niccolò Cervellera dell’Istituto Quinto Ennio Ferraris, Asia Guarino dell’Istituto Vittorino da Feltre e i componenti dei gruppi di lavoro su sicurezza stradale, trasporti, sport, cultura, teatro e musica. Le scuole che non hanno partecipato direttamente al Consiglio hanno invece proclamato degli Ambasciatori, ai quali è stato consegnato un diploma di riconoscimento.

La voce inascoltata dei ragazzi
Nel corso dei numerosi interventi, sia dei candidati sindaco sia dei candidati ai gruppi di lavoro, il leitmotiv ricorrente è stato il desiderio di vivere in una città a misura di giovani. I ragazzi hanno sottolineato come la politica debba unire, a prescindere dalla diversità delle idee, nel rispetto reciproco. “Noi ragazzi siamo il presente” e “non solo sognando si può costruire una città migliore” sono stati i moniti di una generazione che crede concretamente nella possibilità del cambiamento. Oggi, questi ragazzi hanno dato una lezione di civiltà e democrazia, spesso assente quando invece a intervenire sono i consiglieri adulti. Parole mature, pronunciate da scranni dai quali, non di rado, si è abituati ad assistere a tutt’altro.


