di Francesca Leoci
Nel 2024 il nostro Paese si classifica terzo in Europa per domande di protezione con 159mila richieste, ma solo il 7,6% ottiene lo status di rifugiato. Mattarella: “L’Italia in prima linea per questa sfida globale”
Ad oggi, la parola “guerra” sembra essere diventata ormai comune nelle nostre conversazioni quotidiane. Mentre scrolliamo le notizie sul telefono, ci ritroviamo continuamente di fronte a storie di conflitti, tensioni internazionali e, purtroppo, troppe vittime innocenti. E proprio in questo scenario così complicato, il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, istituita dall’Onu nel 2000. Ma i dati che emergono in merito alla situazione globale dei rifugiati, sono davvero preoccupanti. Secondo l’ultimo rapporto Global Trends 2024 dell’Unhcr, più di 122 milioni di persone nel mondo sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Un numero senza precedenti che riflette l’incapacità di risolvere i conflitti internazionali.
I dati in Italia
L’Italia si conferma protagonista del fenomeno migratorio: con quasi 159mila richieste di asilo nel 2024, si posiziona al terzo posto nell’Unione Europea dopo Germania e Spagna, rappresentando il 16% di tutte le domande presentate nell’Ue. Tuttavia, l’analisi della Fondazione Ismu evidenzia una criticità significativa: solo il 7,6% dei richiedenti ottiene lo status di rifugiato, una percentuale nettamente inferiore alla media europea del 23%.
Su 78mila domande esaminate in Italia, oltre 50mila hanno ricevuto esito negativo, superando la media Ue del 48,6%. Particolare attenzione merita il dato di genere: delle 10mila domande presentate da donne, il 60% ha ricevuto esito positivo, con il 29% che ha ottenuto lo status di rifugiato, contro solo il 4,5% degli uomini.
I dati mostrano che i più alti tassi di riconoscimento dello status di rifugiato in Italia nel 2024 riguardano i cittadini provenienti dall’Afghanistan (46%), seguiti da Camerun (20%), Costa d’Avorio (18%) e Nigeria (16%). A livello europeo, invece, i tassi più elevati di protezione riguardano richiedenti provenienti da Siria (92%), Venezuela (89%) e Afghanistan (81%).
Le dichiarazioni
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato come l’Italia, per la sua posizione geografica, “si trova in prima persona a rispondere a questa sfida globale e ad affrontare le ragioni profonde di questi fenomeni”. Intanto, l’Unhcr ha lanciato la campagna #WithRefugees, che culminerà il 19 settembre con la presentazione di una petizione all’Assemblea Generale dell’Onu, chiedendo ai governi di garantire istruzione, alloggio sicuro e opportunità lavorative per i rifugiati.
Filippo Grandi, Alto Commissario dell’Onu per i rifugiati, ha lanciato un appello per azioni concrete: “È fondamentale riaffermare la nostra solidarietà con i rifugiati, non solo a parole, ma con azioni urgenti e concrete.”


