Denuncia alla Guardia di Finanza: aumenti immediati dopo i bombardamenti in Iran. A rischio migliaia di aziende agricole e le attività contro la Xylella
Un esposto alla Guardia di Finanza per denunciare presunte manovre speculative che stanno colpendo duramente il comparto agricolo pugliese. È l’iniziativa di CIA Agricoltori Italiani di Puglia, che ha segnalato al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari un’impennata “ingiustificata” dei prezzi di fitofarmaci, concimi e gasolio agricolo, registrata già nelle ore successive all’inizio dei bombardamenti sull’Iran.
A presentare formalmente l’atto è stato il presidente regionale Gennaro Sicolo, che parla di “condotte scorrette” ai danni delle imprese del settore primario, frutto di “evidenti speculazioni”. La denuncia formale arriva dopo una prima segnalazione pubblica diffusa dall’organizzazione nelle 36 ore successive allo scoppio del conflitto, quando erano stati evidenziati rincari rapidi e significativi del gasolio agricolo e delle principali materie prime necessarie alle lavorazioni nei campi.
“Le misure adottate finora dal Governo per contenere i prezzi del carburante non prevedono interventi specifici e incisivi per l’agricoltura. – Afferma Sicolo – La riduzione di appena 4 centesimi è già stata assorbita dai nuovi aumenti. Senza interventi concreti, migliaia di aziende rischiano di fermarsi”.
Tra le richieste avanzate da CIA Puglia, un rafforzamento del credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo e misure urgenti, a livello nazionale ed europeo, per contenere i costi dell’energia e dei fertilizzanti. L’organizzazione sollecita inoltre interventi immediati nell’ambito del Decreto Bollette e un’azione coordinata della Commissione europea per ridurre la volatilità dei prezzi energetici e sostenere i settori più esposti.
Sul fronte produttivo, cresce anche l’allarme per la reperibilità dei fertilizzanti, con l’urea segnalata come sempre più difficile da trovare e a prezzi “alle stelle”. Non solo. I rincari rischiano di compromettere anche le attività obbligatorie di prevenzione contro la diffusione della Xylella. “Gli agricoltori continueranno a rispettare gli obblighi – sottolinea Sicolo – ma è inaccettabile che un impegno a tutela del territorio si trasformi in un peso insostenibile dal punto di vista economico”.
A pesare sul settore, aggiunge l’organizzazione, anche i tagli alla Politica Agricola Comune, che aggravano una situazione già critica. “La guerra sta già producendo effetti diretti su imprese e lavoratori. – Conclude Sicolo – Agricoltori e consumatori pagano il prezzo più alto. Servono una presa di posizione forte per il cessate il fuoco e interventi immediati per fermare le speculazioni che stanno mettendo in ginocchio il settore”.


