di Emanuela Perrone
Tra sbarchi crocieristici, eventi internazionale e una nuova amministrazione comunale, Taranto deve ripensare il proprio futuro turistico puntando su cultura, mare e identità
L’estate è arrivata e anche quest’anno Taranto si prepara a vivere i suoi mesi più caldi con una vivacità che cerca sempre più di affermarsi nel panorama turistico pugliese. Una città dal patrimonio storico, naturalistico e culturale straordinario, ma che troppo spesso resta ai margini delle grandi rotte del turismo internazionale. Eppure, qualcosa da qualche anno sta cambiando.
Le navi da crociera continuano a fare tappa periodicamente nel porto cittadino, portando con sé centinaia di turisti pronti a scoprire, anche solo per qualche ora, gli scorci suggestivi della città vecchia, il fascino senza tempo del Castello Aragonese affacciato sul mare, i profumi autentici della cucina locale. Sebbene sia un’opportunità preziosa, questo flusso di visitatori resta per ora parziale.
In questi giorni, a dare visibilità alla città è il Medimex, l’evento musicale internazionale che porta sul palco artisti di primo piano. Un evento che non solo anima le serate estive, ma accende i riflettori sulle potenzialità di un territorio che ha tutte le carte in regola per diventare protagonista del turismo in Puglia.
La sfida, però, va ben oltre i singoli eventi. Occorre costruire una visione condivisa, una programmazione culturale e turistica che trasformi l’interesse momentaneo in flussi turistici stabili e valorizzi le eccellenze del territorio. Il turismo non può più essere un’occasione temporanea o passeggera, ma una strategia a lungo termine.
In questo scenario, con l’insediamento di una nuova amministrazione comunale cresce la speranza di una reale sinergia tra il Comune, le associazioni di categoria e gli operatori culturali del territorio. L’ambizione è quella di costruire una collaborazione strutturata e continuativa che possa dar vita a una vera programmazione di eventi che metta al centro non solo l’intrattenimento, ma anche l’identità e la narrazione autentica della città.
Del resto, la città ha tutto ciò che serve: un mare cristallino, una storia millenaria, tradizioni radicate e una comunità che non ha mai smesso di credere nella possibilità di una rinascita. Ma è ora di scommettere davvero su una Taranto protagonista del turismo pugliese e, perché no, anche europeo.
Perché se è vero che la bellezza da sola non basta, è altrettanto vero che, se ben raccontata e valorizzata, possono crearsi le condizioni per un futuro diverso per il territorio.