di Francesca Leoci
In occasione della Giornata mondiale del linfoma analizziamo i rischi legati all’inquinamento industriale. L’IARC ha classificato alcuni composti presenti nelle emissioni degli impianti siderurgici come cancerogeni o probabilmente cancerogeni
Ogni anno, il 15 settembre si celebra la Giornata mondiale per la consapevolezza sul linfoma con l’obiettivo di promuovere la conoscenza di questa patologia che colpisce il sistema immunitario.
Il linfoma non Hodgkin, nonché il tipo più comune, costituisce circa il 30% delle nuove diagnosi di questa malattia in Italia: ogni anno, la malattia colpisce oltre 15.000 persone, registrando oltre 500.000 casi a livello mondiale.
Recenti studi suggeriscono una possibile correlazione tra l’inquinamento prodotto dagli impianti siderurgici e un aumento del rischio di sviluppare linfomi,a causa delle sostanze potenzialmente cancerogene emesse, come diossine, metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Alcune ricerche epidemiologiche, infatti, hanno evidenziato tassi più elevati di linfomi non-Hodgkin in aree vicine a impianti siderurgici o in lavoratori del settore.
Secondo l’ultimo studio dell’Iss, pubblicato nel 2023 sul sito italiachecambia.org, il caso dell’ex Ilva di Taranto evidenzia i dati drammatici, presentando un quadro di contaminazione ambientale e di rischio sanitario, con un aumento di casi di tumori, inclusi i linfomi, nella zona.
Secondo S.E.N.T.I.E.R.I. (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento), “l’analisi della mortalità nel sito mette in evidenza eccessi, in entrambi i generi, per tutte le cause, per tutti i tumori maligni, per le malattie del sistema circolatorio e per le malattie dell’apparato digerente”. In particolare, emerge un numero superiore alla media di ricoveri in età pediatrica per tutti i tumori maligni e per leucemie, linfoidi e mieloidi.
“I decreti e le leggi salva Ilva non hanno salvato la popolazione di Taranto”, dichiara Alessandro Marescotti, presidente e co-fondatore tarantino di Peacelink, da anni impegnato sulla grave situazione di Acciaierie d’Italia. L’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha classificato alcuni composti presenti nelle emissioni degli impianti siderurgici come cancerogenio probabilmente cancerogeni.
Nonostante la necessità di ulteriori ricerche per comprendere meglio i rischi specifici, la ricerca continua a fare progressi con le terapie innovative nella lotta contro i tumori. Stiamo parlando della nuova terapia salvavita basata sulle cosiddette cellule CAR-T, in grado di colpire le leucemie e linfomi più aggressivi. Una cura che finora ha avuto successo soprattutto contro i tumori del sangue.


